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AGOSTO 2013/ Gli errori di Europa e Usa avvicinano la fine dell'Italia

In questo agosto 2013 è accaduto molto di più di quanto potrebbe sembrare a prima vista. Ben oltre le beghe di casa nostra. Ecco perché potremmo essere cancellati. GIULIO SAPELLI

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Terribile agosto, questo del 2013. Molti nodi son venuti al pettine. E in tutto il mondo, in una sorta di redde rationem che inizia dall'orizzonte mondiale per concludersi nella crisi nazionale, a riprova della giustezza delle teorie che fanno del legame tra nazione e internazionalizzazione il nesso fondamentale per comprendere il filo rosso della storia. 

In primo luogo guardiamo al mondo sotto la lente dell'economia innervata nell'anello della politica internazionale. Due sono i fenomeni più rilevanti. Il primo è quello della svolta intrapresa dalla globalizzazione. Il sostenuto ritmo di crescita dei Brics è giunto non al suo termine, ma al termine della prima fase della loro crescita, come ci insegnavano le teorie kaldoriane dello sviluppo e la riflessione di Myrdal. La rapida crescita fondata sui beni strumentali e sulla creazione di classi urbane proletarie e medie si è conclusa. Nei paesi non comunisti questo ha dato vita a una classe di borghesia contadina e agraria che consente il superamento della crescita fondata solo sull'accumulazione di beni strumentali, ma che deve fondarsi anche sui consumi grazie alle riforme agrarie che hanno caratterizzato nazioni come il Brasile e l'India, anche se in misura minore e molto meno articolate in senso proprietario privato, come in India per esempio, ancora dominato da una cultura comunitaria molto forte. 

L'arretratezza dell'India rispetto al mercato interno e nel campo della circolazione monetaria è esplosa in questi giorni con la sorpresa di tutti coloro che pensano che l'economia si comprenda leggendo le statistiche e non studiando la storia e l'antropologia. La maggioranza degli indiani non scambia moneta ma beni e anche la moneta non è in maggioranza tesaurizzata nelle banche. Il crescente grado di interrelazione nell'economia mondiale mostra tutti i limiti di questa arretratezza nel campo della circolazione monetaria. È la stessa crescita a porre in evidenza il problema e a provocare in questa situazione il deprezzamento di una moneta così scarsamente tesaurizzata. Ce lo aspettavamo, noi che non crediamo che tutto sia sempre in equilibrio, dagli Usa all'India alla Papuasia… 

La Cina si trova, invece, in un vero cul de sac perché la borghesia agraria non si è formata e le città si riempiono di non-cittadini clandestini che non possono consumare come dovrebbero le masse inurbate, e in tal modo al Cina cade in tutte le trappole dei paesi a economia burocratica e a capitalismo di stato diretto da dittature terroristiche: la decadenza inizia per la sovraccapacità produttiva di beni strumentali ingigantita dalla rivoluzione disastrosa della finanza che ha sconvolto equilibri secolari, mentre creava asimmetrie mondiali grazie all'entrata dell'Impero di Mezzo nel Wto nel 2001. Ciò ha fatto collassare il rapporto disuguale "post Bretton Woods" tra economie metropolitane mondiali ed economie mondiali periferiche. 

La concorrenza asimmetrica diviene ora un ostacolo per la crescita della stessa Cina che non riesce  a creare mercato interno, mentre - paradossalmente - esporta lavoro forzato in tutto il mondo per ricercare energia e terra coltivabile che non riesce a produrre in casa propria per via dell'economia diretta burocratico-terroristica. 


COMMENTI
28/08/2013 - GUERRA (alcide gazzoli)

tutta la turbolenza italiana rispecchia la grave situazione internazionale di guerra che gli Usa si apprestano a scatenare a partire dalla Siria. L'Italia da sempre paese dialogante con le diplomazie internazionali e massimo interlocutore dei paesi del mediterraneo per una politica di distensione e pace, è un ostacolo alle strategie aggressive dei paesi egemoni alla ricerca di fonti energetiche e di posizioni geopolitiche di dominio. Tutti questi ultimi decenni ne sono stati un gravissimo esempio: tangentopoli e la destabilizzazione italiana che prosegue sistematicamente dal 94 senza una autorevole mediazione di forti partiti nazionali capaci di opporsi all'ingerenza straniera è la drammatica esperienza a cuì siamo esposti. L'antica politica estera degasperiana-andreottiana di distensione e di rapporto con i paesi africani e non solo ( anche collaborando direttamente con dittatori di opposti schieramento) ha garantito all'Europa e al mondo un 50nnio di pace e anche in quei paesi di difficile democrazia progressi ai diritti religiosi,politici, civili e incremento dei rapporti commerciali ed economici. Destabilizzando l'Italia che è il paese "ponte" per eccellenza ( sia di cultura, religione, razze, economia.. ) tra il continente africano e l'Europa - di assoluta importanza geopolitica - si potrà minare l'Europa e quindi impedirgli di svolgere la sua influenza sul teatro mondiale. Chi ne guadagnerà? Usa, Cina...Chi potrebbe opporsi a questo disegno: la Russia. E l'Europa

 
28/08/2013 - Pubblicazione 28 Agosto Sapelli (alberto mantovani)

Complimenti e Grazie. Le vorrei inoltre porre due domande a proposito della mancanza della Russia in Europa. Qualcuno recentemente ci ha provato stringendo anche rapporti extrapolitici con Putin? E se si potrebbe essere questo il motivo per cui vorrebbero farlo fuori con mezzi non politici?