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Economia e Finanza

AGOSTO 2013/ Gli errori di Europa e Usa avvicinano la fine dell'Italia

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Il fatto che si stia delineando una alleanza tra Arabia Saudita, Israele e Russia per porre sotto controllo la situazione siriana sostenendo Assad e sostenendendo i militari egiziani che hanno salvato l'Egitto e l'Occidente dalla creazione di un enorme stato islamico salafita destinato a minacciare sia l'Europa sia il Centro Africa, è un dato positivo: ma la sua istituzionalizzazione deve superare un'enorme difficoltà. In primo luogo culturale, per la caduta della cultura di Westfalia e la vergogna delle teorie dell'intervento umanitario e dei diritti umani senza riguardo alcuno per le compatitibilità e le specificità culturali delle nazioni e dei popoli e delle élites con cui si viene in contatto. Tutto ciò ha fatto sprofondare l'Occidente in un antikissingherismo di cui solo ora stiamo iniziando a valutare gli enormi prezzi da pagare. La rottura militare tra sciiti e sunniti non è che l'inizio di una lunga guerra inter-islamica (che continua quella tra Iraq e Iran che troppo presto abbiamo dimenticato) che potrà essere risolta solo ponendo nuovamente in comunicazione tra loro le tre culture fondamentali dell'area: quella araba, quella ottomana (e ora turca) e quella persiana. L'Occidente deve svolgere questo ruolo. Il Regno Unito è il più attrezzato culturalmente per compiere questa opera. L'Italia ha immense risorse non sfruttate che può porre in campo solo volendolo.

In tutto questo contesto, invece, l'Italia sta cadendo a pezzi. Non ci si aggancia certo alla tiepida ripresa europea generata dal fatto che si deve toccare il fondo prima di una nuova timida ascesa del ciclo prima discendente, che sarà seguita da una nuova recessione con un nuovo abbassamento del Pil. Il dato di fondo, infatti, è la restrizione dei consumi tra imprese e imprese, ossia tra macchine e macchine, come accade quando si vendono macchine e quindi merci a mezzo di merci. È la circolazione organica del capitale che sta interrompendosi anche per la deflazione che, mentre abbassa i margini d' impresa,  provoca la restrizione di consumi. In questa situazione ci si interroga ancora se abbassare o no le tasse. Incredibile! L'austerità teutonica sta aggredendo, del resto, anche la stessa Germania. La Merkel stravincerà le elezioni, ma la crisi giungerà ugualmente in Germania. E questo perché l'accumulazione disuguale e ciclica del capitale è più forte di qualsivoglia ideologia liberista-monetarista, anche nella stessa terra della Merkel. Ella è destinata a vincere le elezioni di settembre nelle sue terre portando in tal modo alla rovina l'Europa. 

Ho già detto troppo sull'insensatezza del consentire ai tedeschi di imporre il loro diktat su tutto il continente. Solo il ricordo di Paolo Baffi ci sostiene sperando che oggi vengano rilette le sue parole, i suoi scritti e si riformuli tutta la Costituzione europea che fu accettata dall'Italia nell'illusione mortale che il vincolo esterno monetarista avrebbe cambiato la sorte di una nazione nei suoi tratti fondamentali. Dove si verifica quanto la stupidità neoclassica e monetarista sia foriera di immensi danni sociali, morali, culturali, spirituali generando le stragi degli innocenti che il capitalismo finanziario ha poi amplificato secondo la previsioni di Minsky. Le sue pagine vanno lette insieme a quelle di Baffi per comprendere cosa è successo in Italia e in Europa in questi ultimi venti anni. È sempre la cultura, infatti, che decide dell'economia e non viceversa.


COMMENTI
28/08/2013 - GUERRA (alcide gazzoli)

tutta la turbolenza italiana rispecchia la grave situazione internazionale di guerra che gli Usa si apprestano a scatenare a partire dalla Siria. L'Italia da sempre paese dialogante con le diplomazie internazionali e massimo interlocutore dei paesi del mediterraneo per una politica di distensione e pace, è un ostacolo alle strategie aggressive dei paesi egemoni alla ricerca di fonti energetiche e di posizioni geopolitiche di dominio. Tutti questi ultimi decenni ne sono stati un gravissimo esempio: tangentopoli e la destabilizzazione italiana che prosegue sistematicamente dal 94 senza una autorevole mediazione di forti partiti nazionali capaci di opporsi all'ingerenza straniera è la drammatica esperienza a cuì siamo esposti. L'antica politica estera degasperiana-andreottiana di distensione e di rapporto con i paesi africani e non solo ( anche collaborando direttamente con dittatori di opposti schieramento) ha garantito all'Europa e al mondo un 50nnio di pace e anche in quei paesi di difficile democrazia progressi ai diritti religiosi,politici, civili e incremento dei rapporti commerciali ed economici. Destabilizzando l'Italia che è il paese "ponte" per eccellenza ( sia di cultura, religione, razze, economia.. ) tra il continente africano e l'Europa - di assoluta importanza geopolitica - si potrà minare l'Europa e quindi impedirgli di svolgere la sua influenza sul teatro mondiale. Chi ne guadagnerà? Usa, Cina...Chi potrebbe opporsi a questo disegno: la Russia. E l'Europa

 
28/08/2013 - Pubblicazione 28 Agosto Sapelli (alberto mantovani)

Complimenti e Grazie. Le vorrei inoltre porre due domande a proposito della mancanza della Russia in Europa. Qualcuno recentemente ci ha provato stringendo anche rapporti extrapolitici con Putin? E se si potrebbe essere questo il motivo per cui vorrebbero farlo fuori con mezzi non politici?