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AGOSTO 2013/ Gli errori di Europa e Usa avvicinano la fine dell'Italia

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Ora, in Italia, in una situazione siffatta si parla come se nulla fosse di crisi di governo. È vero che l'Italia è ormai uno Stato a frantumazione dei poteri e a vertebrazione giudiziaria in una mucillaggine di stravolgimenti della nostra stessa Costituzione. Questo spiega perche tutti guardano − nel presidenzialismo di fatto ora determinatosi – alla grande figura di Giorgio Napolitano. Certo: gli Usa e la Merkel (l'Europa non esiste, ma la Germania sì e ha potenti interessi geostrategici nelle aree a rischio di implosione nel Mediterraneo) non possono pensare che con l'Egitto e la Sira in fiamme l'Italia collassi in un buco nero economico (i dati sulle competitività regionali recentemente diffusi su scala europea son lì a dimostrarlo, a proposito di ripresa…). Non possono permettere, per esempio, sia che nulla si faccia internazionalmente, sia che si sprofondi nel caos istituzionale e sociale che attizzerebbe mille fuochi nella prateria. Anche se si intervenisse in Siria militarmente, contro il parere della Germania, il problema rimarrebbe: anzi si farebbe più acuto e drammatico. Il Sinai diverrebbe ingovernabile, così come la Siria stessa e tutta l'area nord dell'Africa. Non sbarcherebbero più solo persone disperate e umiliate dalla miseria e dal terrore, ma anche cellule armate ideologicamente e militarmente che non si affiderebbero certo ai miseri barconi. Le coste della Sicilia e della Calabria e della Puglia diverrebbero il prolungamento di una sanguinosa guerra ideologica in uno stato, quello italiano, senza testa. 

È questo contesto drammatico che ci deve imporre la stabilità istituzionale. E oggi essa si identifica con la continuità del governo Letta-Alfano. I problemi, in verità, sono ben più drammatici di quelli del semestre europeo, pur importantissimo. Ancora una volta la stabilizzazione nazionale ha bisogno per inverarsi di un intervento internazionale, come sempre nei momenti più tragici e travagliati della nostra storia. L'agosto del 2013 è uno di questi momenti. 



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COMMENTI
28/08/2013 - GUERRA (alcide gazzoli)

tutta la turbolenza italiana rispecchia la grave situazione internazionale di guerra che gli Usa si apprestano a scatenare a partire dalla Siria. L'Italia da sempre paese dialogante con le diplomazie internazionali e massimo interlocutore dei paesi del mediterraneo per una politica di distensione e pace, è un ostacolo alle strategie aggressive dei paesi egemoni alla ricerca di fonti energetiche e di posizioni geopolitiche di dominio. Tutti questi ultimi decenni ne sono stati un gravissimo esempio: tangentopoli e la destabilizzazione italiana che prosegue sistematicamente dal 94 senza una autorevole mediazione di forti partiti nazionali capaci di opporsi all'ingerenza straniera è la drammatica esperienza a cuì siamo esposti. L'antica politica estera degasperiana-andreottiana di distensione e di rapporto con i paesi africani e non solo ( anche collaborando direttamente con dittatori di opposti schieramento) ha garantito all'Europa e al mondo un 50nnio di pace e anche in quei paesi di difficile democrazia progressi ai diritti religiosi,politici, civili e incremento dei rapporti commerciali ed economici. Destabilizzando l'Italia che è il paese "ponte" per eccellenza ( sia di cultura, religione, razze, economia.. ) tra il continente africano e l'Europa - di assoluta importanza geopolitica - si potrà minare l'Europa e quindi impedirgli di svolgere la sua influenza sul teatro mondiale. Chi ne guadagnerà? Usa, Cina...Chi potrebbe opporsi a questo disegno: la Russia. E l'Europa

 
28/08/2013 - Pubblicazione 28 Agosto Sapelli (alberto mantovani)

Complimenti e Grazie. Le vorrei inoltre porre due domande a proposito della mancanza della Russia in Europa. Qualcuno recentemente ci ha provato stringendo anche rapporti extrapolitici con Putin? E se si potrebbe essere questo il motivo per cui vorrebbero farlo fuori con mezzi non politici?