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SIRIA & BORSE/ L'esperto: la guerra di Obama "minaccia" le nostre imprese

Pubblicazione:mercoledì 28 agosto 2013

John Kerry John Kerry

I timori di un intervento americano in Siria agitano i mercati portando l’indice Ftse Mib a perdere il 2,34%. Male anche Wall Street dove l’indice Dow Jones diminuisce dello 0,5% e si allontana sempre di più dai 15mila punti di lunedì. Le tensioni sul fronte siriano mandano gli investitori in fibrillazione, con le Borse dei Paesi del Golfo che dopo le parole del segretario di Stato Usa, John Kerry, registrano punte di vero e proprio panico. Dubai in particolare perde il 7% e Riad il 4%. Come sottolinea Antonio Maria Rinaldi, professore di Economia internazionale all’Università di Chieti-Pescara, soprattutto per le numerose imprese italiane che con rapporti commerciali con il Medio Oriente le conseguenze potrebbero essere molto pesanti.

 

Quali sarebbero le conseguenze economiche per le imprese delle tensioni politiche in Medio Oriente?

Qualsiasi tensione, sia i moti di protesta sia eventuali interventi militari, creano numerose difficoltà per i mercati internazionali. In particolare i recenti sviluppi politici in Medio Oriente possono creare degli enormi problemi per una serie di ragioni diverse. L’instabilità dell’Egitto può trasformarsi in un ostacolo per le navi che trasportano merci dall’Oceano Indiano verso l’Europa attraverso il Canale di Suez. La guerra civile in Siria può invece avere ripercussioni per quanto riguarda il prezzo del petrolio che rischia di subire un’impennata. Sempre per quanto riguarda la Siria esistono delle correlazioni non indifferenti con i rapporti di forza tra Cina, Stati Uniti e Russia. Questi focolai quindi nonostante appaiano lontani dall’Italia hanno dei risvolti estremamente importanti.

 

Quali sarebbero le imprese italiane più colpite?

Le imprese italiane più colpite sarebbero quelle che lavorano o hanno direttamente degli interessi nelle aree geografiche mediorientali. A livello più ampio potrebbero esserci dei problemi collaterali per ragioni di trasporti e per l’innalzamento del prezzo della materia prima, e in particolare del petrolio.

 

Che cosa accadrà se la situazione di tensione in Siria dovesse perdurare o peggiorare?


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