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FINANZA/ La guerra alla Siria? Un toccasana per l'economia di Obama

Pubblicazione:giovedì 29 agosto 2013

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Ieri, poi, un primo stop ma solamente tecnico: in attesa del dato chiave sulla vendita di nuove case, il decennale prezzava il 2,76% e il Bund l'1,86% ma appariva chiaro che un minimo segnale di conferma dell'attacco avrebbe mosso al ribasso il rendimento dei beni rifugio, tanto che il nostro spread restava in area 255 punti base e soltanto a una manciata di punti base da quello dei Bonos spagnoli.

Quindi, nessuna riallocazione di capitale sull'Europa: si compravano solo oro e petrolio, acquisti destinati a far calare il dollaro - mettendo in difficoltà il Giappone per il rafforzamento dello yen - e a compromettere qualsiasi tentativo di rimbalzo dei mercati emergenti. Insomma, mai guerra giunse più puntuale. Tanto più che il Tesoro americano potrebbe raggiungere il tetto sull'indebitamento federale entro metà ottobre, se non verrà trovato prima un accordo sui conti pubblici al Congresso. L'allarme è stato lanciato due giorni fa dal segretario al Tesoro, Jack Lew, allo speaker della Camera a maggioranza repubblicana, John Boehner. La nuova data è giunta inattesa: esperti ed osservatori si aspettavano il raggiungimento del limite fissato a 16.700 dollari a metà novembre. Nel 2011 un mancato accordo e il conseguente spettro di default portarono a un declassamento del debito a stelle e strisce da parte di Standard & Poor's e a scosse sui mercati globali. Dopo due anni, i rischi sono gli stessi e arrivano in un momento già di elevata volatilità, legata al "taper" della Fed. Lo sa bene Lew che ha spiegato a chiare lettere che il Tesoro rischia di avere a sua disposizione a ottobre solo 50 miliardi di dollari in contanti. Lew ha inoltre dichiarato che "gli Stati Uniti potrebbero affrontare un deficit di liquidità immediata" e un tale scenario "potrebbe indebolire i mercati finanziari e provocare una significativa battuta d'arresto per la nostra economia". Ma un contesto bellico potrebbe aprire nuovi scenari, non ultimo un intervento della Fed per posticipare quella data e innalzare di un po' il "debt ceiling", facendo guadagnare tempo prezioso agli Usa, mentre il resto del mondo - Europa in testa - dovrà affrontare un periodo di instabilità che si preannuncia davvero pericoloso. Per ora l'Italia ha ballato ma retto: oggi il test più duro, il Tesoro cercherà di collocare 6 miliardi di euro in Btp a 5 e 10 anni. Il viaggio verso l'ignoto comincia adesso.



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