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Economia e Finanza

FIAT/ Letta incontra Marchionne ed Elkann: in Italia si può fare industria

Presidente e Amministratore delegato di Fiat, ovvero John Elkann e Sergio Marchionne, hanno oggi incontrato il Premier Enrico Letta a Palazzo Chigi per una colazione di lavoro

Sergio Marchionne e John Elkann (Infophoto)Sergio Marchionne e John Elkann (Infophoto)

Presidente e Amministratore delegato di Fiat, ovvero John Elkann e Sergio Marchionne, hanno oggi incontrato il Premier Enrico Letta a Palazzo Chigi. Durante la colazione di lavoro, secondo quel che riferiscono le fonti di governo, il Presidente del Consiglio avrebbe espresso l’auspicio di veder crescere Fiat sia all’Italia che all’estero, e avrebbe altresì sottolineato che il Governo è impegnato a dimostrare che è possibile fare impresa in Italia. Il riferimento è alle parole che Marchionne aveva pronunciato qualche giorno fa, a seguito della sentenza della Corte di Cassazione che aveva obbligato Fiat a reintegrare la Fiom nelle rappresentanze sindacali aziendali, nonostante non avesse firmato il contratto di lavoro dell’azienda. L’amministratore delegato del Lingotto aveva quindi detto che fare impresa nel nostro Paese è impossibile, lasciando intendere di essere pronto a valutare il trasferimento della produzione dei nuovi modelli Alfa Romeo in stabilimenti non italiani. Settimana scorsa i vertici Fiat avevano incontrato i sindacati di categoria: prima quelli firmatari del contratto e quindi separatamente la Fiom. Il segretario generale delle tute blu della Cgil aveva detto a fine incontro che l’azienda non era intenzionata a rispettare la sentenza della Cassazione, ma una nota della Fiat ha prontamente smentito il contenuto di tali dichiarazioni, definendole prive di fondamento. Difficile immaginare che con Letta non si sia affrontato questo tema, soprattutto perché in tema di rappresentanza sindacale sembra essere urgente una regolamentazione, che gli stessi vertici di Fiat sembravano intenzionati a chiedere. Tuttavia, nei giorni scorsi, il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, aveva ribadito che sul tema spettava alle Parti sociali trovare un’intesa.

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