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FINANZA/ Pelanda: se cade il Governo finiremo come la Grecia

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Enrico Letta (Infophoto)  Enrico Letta (Infophoto)

Con un debito pubblico al 130% del Pil l’Italia non può permettersi né disordine politico, né governi/maggioranze con indirizzi divergenti dal requisito di rendere sostenibile il debito stesso, nonché ripagabile nel tempo. Un qualsiasi governo italiano, detto altrimenti, deve seguire un binario preciso. Se non lo facesse, il mercato internazionale non rifinanzierebbe più il debito e questo cadrebbe nella condizione di insolvenza portandosi dietro nel baratro tutta l’economia. Ma per prevenire tale rischio la cui attualizzazione farebbe crollare l’euro, Ue e Bce imporrebbero all’Italia di entrare in un programma di aiuto (acquisto dei titoli di debito) condizionato alla gestione europea - e dei tecnici del Fmi - delle politiche economiche e di bilancio pubblico, in dettaglio. L’Italia, cioè, perderebbe la sovranità residua.

Parecchi colleghi vedono con favore un governo esterno e diretto dell’Italia, perché ritengono i politici incapaci di portarla verso un riequilibrio economico. Nei seminari, infatti, questi tratteggiano i punti principali dell’eventuale intervento Ue-Bce-Fmi, derivandoli dalla lettera inviata al governo italiano dalla Bce nell’estate del 2011: taglio della spesa pubblica di almeno 90 miliardi strutturali per arrivare sia al pareggio di bilancio, sia a una riduzione delle tasse per stimolare la crescita: condizioni che evitano di aumentare il debito e permettono di ripagarlo con gettito fiscale in aumento grazie alla maggiore crescita e non a nuove tasse depressive.

In effetti, sulla carta, sarebbe la soluzione esterna per rendere sostenibile il debito che la politica italiana non riesce a fare. Ma tale soluzione implica atti traumatici, tra cui il licenziamento di almeno un quinto dei dipendenti pubblici e riduzioni di salario, oggi osservabili nella gestione esterna della Grecia, che destabilizzerebbero la nazione. Per questo motivo sarebbe vitale per l’interesse nazionale che la politica italiana riuscisse a realizzare il medesimo riequilibrio, ma in modi sovrani e calibrati per evitare shock.



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COMMENTI
09/08/2013 - Ma che novità ! (Vittorio Cionini)

Per coprire i debiti ci vogliono i soldi. Se li hai li devi tirare fuori, se non li hai te li devi far prestare, ma perdi in tutto o in parte la tua "sovranità". Se aggiungi il fatto che sei incapace di prendere decisioni e di attuarle non resta che affidarsi ad altri più capaci. Ma ci sono in giro per il mondo ? Nel piccolo orticello europeo non ne vedo. Al di fuori circolano pericolosi pescicani di razza finanziaria, militare o terroristica che mirano solo a spolpare le nostre "ricchezze". Speriamo nel solito stellone. Alla fin fine il Colosseo o Venezia non si trasportano facilmente e con po' di spaghetti, ammuine, tarallucci e vino abbiamo sempre infinocchiato svevi, normanni, "oni" e "ismi" di vario genere.

 
08/08/2013 - Il governo non ha da cadere! (claudia mazzola)

Giro giro tondo, casca il mondo, casca la terra, cascan le PMI, tutti giù per terra!