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FINANZA/ 2. Stop all’austerità, ecco come farlo “digerire” ai tedeschi

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Se i mercati vedono contemporaneamente che la Germania fa una politica espansiva in deficit e l’Italia politica espansiva in pareggio di bilancio, se vedono che l’aumento delle tasse viene re-immesso nel sistema economico dall’unico attore che in questo momento ha la possibilità di domandare, a quel punto riparte il volano perché ripartono la produzione, il reddito, i salari, l’occupazione. Si ricrea la domanda interna, il settore privato ritrova fiducia, le famiglie ricominciano a domandare perché i salari sono aumentati e le prospettive di occupazione sono maggiori, le imprese vedono un futuro più roseo e tornano a investire. A quel punto il Pil riprende sul serio e la domanda pubblica può tirarsi indietro e rientrare nel ruolo che le spetta quando i tempi sono buoni. Tuttavia

 

Tuttavia?

 

È ovvio che ci vuole coraggio. Se questa è una crisi di coraggio del settore privato, il settore pubblico non brilla certo per audacia. Abbiamo un governo che ha paura perfino a fiatare di fronte alle lamentele della Commissione europea.

 

Che riforme occorrono?

 

Bisogna avere il coraggio di apportare modifiche profonde al ruolo della Commissione europea che ormai è caduta in disgrazia, visto che tutti i consigli che ha dato erano sbagliati. Il Consiglio europeo deve prendere in mano la macchina delle decisioni: tolga il pilota automatico e riprenda in mano i comandi dell’aereo prima che vada a sbattere contro la montagna. 

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