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MOTU PROPRIO/ Così Papa Francesco prosegue la rivoluzione finanziaria

Con il motu proprio Papa Francesco continua la sua rivoluzione finanziaria dello Stato del Vaticano. Cosa succede in concreto dopo questo atto? Ce lo spiega GAETANO TROINA

Il Vaticano (Foto: Infophoto) Il Vaticano (Foto: Infophoto)

Con il motu proprio Papa Francesco continua la sua rivoluzione finanziaria dello Stato del Vaticano. Dopo aver costituito una commissione referente di saggi, il Sommo Pontefice ha dato vita a un comitato specifico per il controllo finanziario di tutte le opere della Santa Sede, comprese le istituzioni creditizie e similari. Il motu proprio ha il compito di costituire questo comitato che deve sorvegliare attentamente particolari funzioni. L’Autorità di Informazione Finanziaria (Aif) esercita un ruolo di vigilanza prudenziale di tutti gli enti che svolgono un’attività professionale che abbia una natura finanziaria. Nel contempo è costituito un comitato di sicurezza finanziaria al fine di coordinare le autorità competenti della Santa Sede. Il motu proprio comprende uno statuto specifico di questo comitato, composto a sua volta dai vertici di alcuni enti della Santa Sede. La sua funzione è però quella di stabilire criteri e modalità per l’elaborazione e la valutazione dei rischi. Esistono dei pericoli di natura finanziaria che riguardano il riciclaggio, i finanziamenti al terrorismo e la proliferazione delle armi, e il nuovo comitato ha il compito di effettuare una valutazione nei confronti di questi ultimi. Ma ha anche la funzione di coordinare, regolare e aggiornare le politiche e le procedure per la prevenzione, e non solo. Nel contempo, infatti, ha anche il compito di promuovere l’attività di collaborazione e di scambio con le altre autorità governative che hanno relazioni con lo Stato Vaticano. Tra le sue mansioni c’è anche quella di informare sistematicamente sui rischi e quindi di intervenire sui vari organismi di sua competenza, come lo Ior o altri enti del Vaticano, esercitando un potere di vigilanza anche nei confronti di questi ultimi.
Deve quindi “valutare il rischio e informare sistematicamente”, ma è anche un organo ricevente di informazioni dalle varie autorità sempre in tema di questi argomenti. C’è quindi una funzione di pre-audit e di audit sistematico interno da parte di questo comitato per quanto riguarda il risk assessment di tutto l’apparato della Santa Sede e della Città del Vaticano, nonché nei confronti del livello finanziario di competenza dello Stato Vaticano.

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