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Economia e Finanza

IL CASO/ Il "sorpasso" dei precari? Cari giovani, alla crisi non piacciono i fighetti

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Da quel momento in poi, sono andato a lavorare a Roma, per 8 anni, mi hanno cacciato dal lavoro ai Beni culturali, non so ancora perché, salvo che erano arrivati i salvatori della Patria, i "tecnici", e volevano fuori dalle balle i "politici", e, nel 2011, a 45 anni (!), ho ricominciato – ho dovuto ricominciare, perché la realtà è così. Ti provoca nella carne e ti fa scattare la molla, con un bel po' di debiti e altre grane personali. Non è vanagloria sbandierata, sono fatti che un uomo di provincia come me, senza santi in paradiso e glorie familiari alle spalle, ha da offrire alla riflessione di chi voglia, per un momento, essere sobrio e dignitoso davanti alla realtà, senza piagnistei e cultura del piagnisteo.

La realtà è dura e Qualcuno ha parlato della "porta stretta", con molte ragioni e molto amore. Amare significa anche dire la verità: ce la faremo soltanto ad occhi aperti, con ruvida consapevolezza, tutti insieme, senza l'offuscamento dello sguardo per il troppo versar lacrime. Chi è più grande aiuti i più piccoli e che questi ultimi ascoltino i più grandi. 

La vita è bella e grande solo se abbiamo quella grandezza di cuore che attraversa il deserto con il fiore del destino in mano.

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