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DECRETO DEL FARE 2/ Il "libro dei sogni" che blocca il governo

Pubblicazione:martedì 10 settembre 2013 - Ultimo aggiornamento:martedì 10 settembre 2013, 8.03

Fabrizio Saccomanni (Infophoto) Fabrizio Saccomanni (Infophoto)

Si tratta in essenza di replicare il metodo della razionalizzazione delle scelte di bilancio adottato sin dagli anni Ottanta in Francia. Saccomanni sa che l’aumento dei tassi d’interesse  a medio e lungo termine (e quindi del costo del debito pubblico) è uno dei pochi elementi con un ragionevole grado di certezza.

Sulla base di queste proposte a fine settembre il Mef presenterà la Nota di aggiornamento al Def con gli obiettivi di finanza pubblica rivisti alla luce del ciclo economico, fissando così i paletti tra i quali dovrà muoversi la legge di stabilità. Ma dovrà essere precedentemente risolto anche il problema dell’Iva, perché in assenza di in­terventi il primo ottobre scatta l’aumento dell’aliquota dal 21% al 22%.

In questo quadro, secondo anticipazioni che circolano nel Palazzo, si starebbe predisponendo un nuovo “Decreto del Fare” che dovrebbe anticipare la legge di stabilità. Alcuni punti sembrano acquisiti. Per quanto riguarda l’energia, la possi­bilità di emettere bond da parte del Gse (Gestore dei servizi energetici) allo scopo di ridurre gli oneri in bolletta legati all’incentivazione del fotovoltaico e delle altre fonti rinnovabili. Ci sarebbero  anche norme per favorire il finanziamento delle piccole e medie imprese che investono e creano occupazione tra i giovani e le donne: mutui agevolati per gli investimenti a tasso zero, da restituire al massimo in otto anni. Si parla anche di  un fondo di investimento per favorire il sostegno di strategie di svi­luppo e innovazione delle aziende, attra­verso anche l’attivazione della Bei e di aprire la strada a operazione di venture capital con ingressi nel capitale di rischio delle Pmi e di finanziamenti a fondo perduto, tramite voucher di importo non superiore a 10.000 euro, per l’acquisto di materiali e servizi informatici in modo da favorire l’innovazione tecnologica delle aziende minori.

C’è da chiedersi se non si sia alle prese con un volenteroso Libro dei Sogni che poco ha a che fare con i contenuti rigoristici della lettera del titolare del Mef ai suoi colleghi. C’è, poi, una domanda ancora prioritaria: a che punto si è con gli adempimenti per dare attuazione ai decreti “Salva Italia” e “Cresci Italia”? Nessuno può saperlo perché il Governo “tecnico” non ha lavorato in piena sintonia con l’alta dirigenza statale; manca, quindi, pure a Palazzo Chigi, una mappatura completa.

In effetti, dato il quadro di incertezza, sarebbe meglio cercare di fare diventare realtà le misure già approvate (ma rimaste in un limbo) che tentare altri provvedimenti puntiformi, soffermarsi  su poche ma chiare priorità condivise (come sostiene da settimane il Sottosegretario al Mef, Pier Paolo Baretta) quali la semplificazione della macchina amministrativa e l’individuazione di sacche di inefficienza.  



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