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FINANZA/ Mps e la "curva" che mette paura all’Italia

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C’è però un problemino, ovvero le regole europee per gli aiuti di Stato che si applicano in caso di bail-in sul debito subordinato. Peccato che quest’ultima categoria sia minima nella struttura di capitale dell’istituto: in caso di opzione “cipriota”, chi subirà l’haircut necessario? Si sentono i regolatori europei e il ministero delle Finanze di escludere che siano detentori di bond senior, azionisti e correntisti a pagare parte del conto dell’operazione? Anche perché in Europa cominciano a moltiplicarsi i cosiddetti “template”, i modelli di ristrutturazione diciamo alternativi che hanno visto il loro esordio proprio con in bail-in di Cipro. La Polonia, ad esempio. Non è nell’eurozona, ma è parte integrante dell’Europa, basti vedere il bilancio commerciale e il dato di interscambio e in quel Paese è successo qualcosa di a dire poco incredibile: lo Stato ha deciso, manu militari, di confiscare di fatto metà degli assets dei fondi pensione privati (molti dei quali di proprietà di gruppi esteri come Allianz, Axa, Ing, Aviva, ma anche le nostre Generali), senza offrire alcun tipo di compensazione. Nei fatti, una nazionalizzazione forzata del 50% degli assets dei fondi pensioni primari del Paese.

Il governo ha definito l’operazione, «una revisione del settore pensionistico». In Polonia c’è infatti un sistema ibrido, formato dal veicolo previdenziale statale Zus e i fondi privati, conosciuti e denominati collettivamente con il nome di Ofe, i cui portafogli sono composti per circa la metà di obbligazioni e per il resto di azioni. Bene, mercoledì scorso il primo ministro, Donald Tusk, ha dichiarato che i fondi privati all’interno del sistema pensionistico con garanzia statale vedranno le loro detenzioni obbligazionarie trasferite al sistema pubblico, mentre potranno - bontà sua - mantenere il pacchetto azionario. Ma perché si è fatta una scelta simile? Semplice, troppo debito. Spostando gli assets obbligazionari privati nello Zus, il governo può contabilizzarli nel suo bilancio e compiere un’operazione di offsetting sul debito pubblico, permettendo così al ministero delle Finanze di emettere debito e fare spesa. Insomma, il governo ha troppo debito per emetterne altro, quindi sequestra e contabilizza assets non suoi nel bilancio, abbassa la ratio debito/Pil e via che si emette!

Ora, capite da soli che oltre a colpire i portafogli del fondi privati un’operazione simile sarà devastante per gli inflows di capitali, visto che nessuno vuole investire, quando sa che il governo, dalla sera alla mattina, può confiscare gli assets di quelle aziende finanziarie. Nei fatti, un’operazione cipriota più in grande stile: invece di confiscare i conti correnti sopra i 100mila euro per pagare la ricapitalizzazione delle banche, si confiscano gli assets dei fondi pensione per abbassare la ratio del debito. Insomma, nessuna operazione sarà più straordinaria in questa Europa che va incontro alla ripresa: le armi non convenzionali diventano quotidiane, sintomo che tutto questo scoppio di salute nel vecchio continente non c’è. E calcolate che la Polonia cresce e parecchio, è un’economia giovane e dinamica, senza l’euro e con una ratio debito/Pil appena del 52%: cosa sanno, quindi, i polacchi che noi non sappiamo per dar vita a un’operazione simile, senza precedenti, ma destinata a creare un precedente, dalla sera alla mattina? Saperlo.



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