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Economia e Finanza

FINANZA/ Mps e la "curva" che mette paura all’Italia

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In compenso sappiamo che la Grecia non avrà bisogno di un altro salvataggio, ma forse di due. Non lo dico io, lo ha confermato ieri il membro del council della Bce e presidente della Banca centrale belga, Luc Coene, a detta del quale «dobbiamo dar vita a degli sforzi ulteriori, certamente uno ma forse due altri pacchetti di salvataggio». Perché? «Perché la Grecia sta conoscendo miglioramenti economici molto lenti, anche se i problemi di debito della nazione non pongono più una minaccia immediata per l’edificio dell’eurozona nel suo insieme». Sarà, resta il fatto che nell’arco di meno di un mese si è passati dalla non necessità di un nuovo pacchetto di aiuti alla conferma dello stesso da parte niente meno che di Wolfgang Schauble fino alla duplicazione dei piani di intervento: se non è una minaccia questa non so quale lo sia. Magari lo scopriremo a fine mese, quando la troika andrà ad Atene per verificare i progressi compiuti dall’azione di governo. Vista l’accoglienza che gli eurodeputati ieri hanno riservato al discorso del presidente José Manuel Barroso, tutto incentrato sulla ripresa e la fine della crisi, cominciamo a essere in tanti a non vedere la luce alla fine del tunnel.

Nel frattempo, occhi e orecchie aperte: se la nostra curva del debito dovesse conoscere inversioni con quello spagnolo anche sulle scadenze a breve termine, l’instabilità politica unita alle convinzioni di convenienza dei mercati potrebbe giocarci dei brutti scherzi dal punto di vista dei conti pubblici e della stabilità del sistema bancario. Oggi si torna a emettere debito sui mercati, vedremo quale sarà la reazione, al netto dell’intervento del Quirinale che ha evitato deliranti epiloghi nel lavoro della giunta per le autorizzazioni del Senato l’altra notte. Stiamo scherzando con il fuoco e sappiamo tutti quali siano i rischi che si corrono. 

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