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TASSE/ Gentili: cuneo e Iva, col Letta-bis aspettiamoci un "disastro"

Pubblicazione:giovedì 12 settembre 2013

Enrico Letta (Infophoto) Enrico Letta (Infophoto)

Vede, l’ipotesi ci porta a parlare del nostro rapporto con l’Europa. Mi spiego: usciti dalla procedura d’infrazione per deficit eccessivo, l’Ue ha emanato un’Indicazione nei nostri confronti, chiedendoci di applicare il principio secondo cui la tassazione deve spostarsi gradualmente dalle persone alle cose. Se vogliamo, invece, perseguire l’obiettivo di scongiurarne l’aumento, dovremo sapere argomentare le nostre ragioni. La stessa cosa che dovremo fare rispetto alla legge di stabilità. Quest’anno, per la prima volta, sarà esaminata, oltre che dal nostro Parlamento, da Bruxelles, che potrà inviarci le proprie osservazioni. Insomma, interloquire con l’Europa e sbattere i pugni sul tavolo quando è necessario è possibile, anche in tal caso, solo a un governo autorevole.

 

L’impossibilità di cancellare la seconda rata dell’Imu e di rimodulare la tassazione sulle abitazioni sarebbe un’eventualità così grave?

Beh, chi spiegherebbe agli italiani di chi è la colpa se si è tornati a ripagare la seconda rata dell’Imu sulla prima casa, nonostante entrambi gli schieramenti si fossero assunti l’impegno di abolirla?

 

Nel 2011, il default sembrava dietro l’angolo. Oggi?

Complessivamente, l’Eurozona e i mercati sono più tranquilli ormai da mesi, grazie agli strumenti non convenzionali messi in campo da Draghi. Di default, oggi, non si parla più. Resta, tuttavia, da capire cosa accadrà all’indomani delle elezioni tedesche e della decisione della Corte costituzionale tedesca in merito alle politiche monetarie della Bce.  

 

(Paolo Nessi)



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