BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

TASSE/ Arrigo: l’Italia ha i conti "sballati" per colpa dell’Ue

Olli Rehn (Infophoto) Olli Rehn (Infophoto)

Tutto ciò significa non solo che la spesa non è stata tagliata, ma anche che le entrate attese dalle manovre di Monti e di Tremonti, non sono arrivate. Se l’aumento del debito pubblico deriva, fondamentalmente, dagli effetti del fabbisogno, quei 50 miliardi rappresentano il disavanzo di cassa del settore pubblico; ovvero, l’eccedenza della spesa pagata rispetto alle entrate incassate. Non si doveva forse raggiungere il famoso pareggio di bilancio?

 

Olli Rehn pensa che non riusciremo a restare nel limite del 3% al rapporto deficit/Pil.

Questo, invece, credo che riusciremo a farlo. Le poste di bilancio di possono modificare in maniera abbastanza elastica. Saremmo, tuttavia, riusciti a raggiungerlo senza fare alcune manovra fiscale nel 2011, e lasciando che l’economia tornasse a crescere.

 

Come si esce da questa situazione?

 Agendo, anzitutto, sul settore pubblico e sulla spesa. Non tanto e non solo tagliando, quanto piuttosto dando al cittadino la possibilità di scegliere quali sono i servizi che ritiene migliori al costo minore. In buona sostanza, introducendo nel settore pubblico un principio di concorrenza. 

 

(Paolo Nessi)

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
14/09/2013 - E i miliardi dati per il fondo salva stati? (Carlo Cerofolini)

Ma non è che la nostra situazione economica sia peggiorata, colpevolmente, anche in virtù del fatto che abbiamo già sborsato a fondo perduto ben circa 50 miliardi per il fondo salva stati (Esm) e altri 125 ne dovremo sborsare in totale negli anni a venire senza per noi alcun vantaggio, anzi? Inoltre non è che quei 50 miliardi, dati per aiutare Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna in realtà hanno fatto sì che siano serviti per restituire, soprattutto alle banche di Germania e Francia, i capitali con cui queste sono esposte verso questi paesi in crisi?

 
14/09/2013 - lettera vecchia bce e nuove lettere in arrivo (antonio petrina)

A margine della discussione parlamentare intorno alla conversione del dl 102/2013 su IMU ,si evidenzia la logica scelta economica del precedente governo tecnico, di cui ora in recessione si dubita della sua validità : " L'obiettivo di politica economica sul versante tributario era palese: la tassazione patrimoniale era più bassa in Italia al confronto con gli altri Paesi, e si trattava quindi di superare una distorsione strutturale" ( on.CAusi,PD,12.09.2013,sede referente ,commissioni V e VI).