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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Italia, arriva la settimana "folle" dei mercati

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Nelle sale trading, ovviamente, gli spifferi si sono diffusi subito: una primaria istituzione europea, una intercontinentale, una banca italiana molto esposta al nostro debito che deve cominciare a scaricare. Conferme, ovviamente, zero: certo, sicuramente è qualcuno parecchio esposto sul mercato obbligazionario sovrano periferico, visto che ha innescato dinamiche esattamente identiche sia sui nostri titoli di Stato che su quelli iberici. Nelle sale trading spiegano invece la cosa in altro modo, ovvero legano la sell-off a questa news, apparsa sui terminali alle 17.46 di venerdì scorso, ma circolata col passaparola già prima: “Cassa Compensazione e Garanzia, pronto regolamento che prevede limitata copertura in caso di default LCH Clearnet - fonti”. Cosa sia la Cassa di Compensazione e Garanzia (CC&G) è presto detto. Si tratta di una società per azioni del gruppo Borsa Italiana che funge da sistema di garanzia come controparte centrale per i mercati azionari e dei derivati italiani gestiti da Borsa Italiana, nonché per i mercati gestiti da MTS e BrokerTec, per quanto riguarda i soli titoli di Stato italiani. Ossia chi partecipa a un mercato regolamentato può (nel caso dei mercati di Borsa Italia, deve) associarsi a CC&G che si assume il rischio di insolvenza della controparte, diventando essa stessa la controparte nel contratto. Ovvero, la voce di un nuovo regolamento che preveda limitata copertura in caso di default, ha fatto scaricare debito italiano e spagnolo come se non ci fosse un domani, questo per confermare come quei titoli siano tutto tranne che legati a situazioni macro e strutturali solide dei paesi che li emettono.

Resta però il fatto che un’operazione simile comporti rischi, ma abbia anche un effetto psicologico assicurato: primo, scatena la curiosità del mercato su chi ha venduto e perché. Secondo, ti lascia tutto il weekend a rosolare con lo spread ai massimi da settimane, nell’attesa di capire cosa accadrà il lunedì seguente. Ancora una volta, non si è trattato di un attacco speculativo, forse solo di un segnale per tastare il grado di resistenza. O forse, un avvertimento. O, forse ancora, una mossa con forte valenza più politica che finanziaria, ovvero un bel promemoria a chi di dovere del fatto che l’instabilità politica può tramutarsi in fretta nella famosa palla di neve che scivolando lungo la montagna, diviene valanga.

Perché al di là di tutto, la situazione generale dell’Europa non è quella rispecchiata dai mercati azionari. Anzi. Lo ha confermato il presidente della Bce, Mario Draghi, in persona, quando ha confermato che i tassi di interesse della zona euro non saranno incrementati, «rimarranno sui livelli attuali o inferiori per un esteso periodo di tempo». Parlando a Berlino a una conferenza sul ruolo dell’impresa familiare nell’economia europea, organizzata dalle organizzazioni imprenditoriali di Francia, Spagna, Germania Italia, Olanda e Austria, ha tuttavia sottolineato che i paesi di Eurolandia dovranno rafforzare la crescita, l’occupazione e la competitività, poiché la ripresa economica dell’area è solo in una fase iniziale. «Sono stati fatti progressi per la stabilizzazione della zona euro ma serve far di più», ha dichiarato il numero uno della Bce, a detta del quale «il miglioramento della situazione sui mercati finanziari non si è ancora trasferito verso una ripresa economica ad ampio raggio. L’economia rimane fragile e la disoccupazione è ancora troppo alta».

Per Draghi, poi, il programma di acquisto bond sul mercato secondario ideato dalla Bce ha aiutato a ristabilire il normale funzionamento dei mercati e a rimuovere l’incertezza che stava paralizzando alcuni mercati. Vero, ma quel programma, di fatto, operativamente e legalmente, non esiste ancora: è solo uno spauracchio, è una minaccia vuota, poiché a essa non possono seguire i fatti. O, almeno, non immediatamente e automaticamente: e i mercati, se azzannano, non aspettano che tu sia pronto a difenderti, conoscendo poi i tempi dell’Ue. Se domenica la Merkel dovesse portare a casa altri cinque anni di Cancellierato, poi, pensate che ridiscutere anche solo l’idea dell’Omt non sarà una delle sue priorità, spalleggiata dal fido Schaeuble? Al netto anche delle rivelazioni di Bini Smaghi nel suo libro, rispetto la pericolosità oggettiva delle liabilities di Bundesbank verso le Banche centrali periferiche nel sistema Target2.

Prepariamoci a una settimana di notizie e reazioni tutt’altro che razionali: in qualche modo, il mercato deve riequilibrarsi un po’, non può macinare massimi senza colmare qualche gap, al netto dell’assenza di crescita e ripresa reali che giustifichino quei rialzi. E temo che si sceglierà la via sicura e rapida delle sell-off da panico. Che siano vere o false flag, poco importa. Al mercato.