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AUMENTO IVA?/ Campiglio: un’inutile "mazzata" per il 30% delle famiglie

Pubblicazione:giovedì 19 settembre 2013

Fabrizio Saccomanni (Infophoto) Fabrizio Saccomanni (Infophoto)

Come emerge da un’altra ricerca che ho realizzato di recente, dal 1999 a oggi il tasso d’inflazione per il 10% delle famiglie con il reddito più basso è stato maggiore del tasso d’inflazione per le famiglie con il reddito più alto.

 

Come si spiega questo dato di per sé abbastanza sorprendente?

Tutto ciò non avviene per motivi misteriosi, ma per il fatto che il paniere di spesa per le famiglie con reddito più basso è maggiormente composto da beni e servizi che in questi dieci anni sono aumentati di più. Penso, per esempio, agli affitti e ai beni alimentari. Per le famiglie con un reddito più alto la spesa include non soltanto queste voci, ma anche una quota molto significativa di beni durevoli per i quali l’aumento è stato più contenuto grazie alla crescita della produttività dei manufatti.

 

E quindi?

Per almeno il 30% delle famiglie, le quali non hanno risparmi, la crescita dell’Iva si traduce in un aumento dei prezzi e, in assenza di risparmi cui attingere, in un’ulteriore contrazione della domanda interna. È quindi capace di soffocare i germogli di ripresa che qua e là iniziano a vedersi.

 

Olli Rehn ha dichiarato che il limite del 3% nel rapporto deficit/Pil è inviolabile per l’Italia, mentre Spagna e Paesi Bassi possono superarlo senza problemi. In Europa esistono due pesi e due misure?

Sì, purtroppo ormai ci sono due pesi e due misure. Germania e Francia viaggiano a condizioni relativamente più vantaggiose sul piano del credito, mentre l’Italia, e in parte anche la Spagna, sono inutilmente messe in difficoltà. Lorenzo Bini Smaghi, nel libro “Morire d’austerità”, spiega bene come la stessa Berlino nel 2003 abbia rischiato le sanzioni per deficit eccessivo, ma poi le abbia evitate soltanto perché era la Germania. L’accanimento Ue sull’Italia è controproducente e rischia di frenare le nostre possibilità di ripresa.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
19/09/2013 - Che fì che fò lè semper na batosta. (claudia mazzola)

Si capisse che non possiamo decidere di testa nostra, siamo in Europa e le mazzate ora ci costano di più!

 
19/09/2013 - ma se l'italia rispettato i parametri cui prodest? (antonio petrina)

MA se l'Italia ha rispettato i parametri di maastricht con la chiusura a fine maggio della Pde ed entro il 30 /09/2013 l'Istat comunica alla Commissione l'indebitamento netto della PA ( che è sotto il 3%) , cui prodest far sotto dettatura europea i compiti per casa ( come fece il prof Monti) che hanno solo portato recessione ?

 
19/09/2013 - commento (francesco taddei)

l'aumento dell'iva e la privatizzazione delle industrie italiane migliori fanno capire come la politica economica italiana sia in mano ad una persona non eletta che non risponde agli italiani ma a padroni esteri. il tutto farcito dallo zucchero europeista. siamo un paese che non esiste, che si fa comandare dagli altri e ci piace pure.