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SPY FINANZA/ Il "giallo" della visita di Olli Rehn in Italia

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Olli Rehn (Infophoto)  Olli Rehn (Infophoto)

Sicuramente mi sbaglio, ma se così non fosse, auguri ai detentori di quel debito e magari non solo a loro. L’approssimarsi delle elezioni tedesche e dell’ormai quasi certa vittoria di Angela Merkel sta già delineando bene quali saranno i tempi che ci attendono. Come leggere, altrimenti, l’intervento di Wolfgang Schaeuble dell’altro giorno sul Financial Times, nel quale il potente ministro delle Finanze tedesche diceva chiaro e tondo che la gente deve «ignorare i profeti di sventura: l’Europa è stata stabilizzata e sta per riprendersi sia a livello ciclico che strutturale»? Ritrovandomi io in pieno nella categoria appena fustigata da Schaeuble, vorrei ricordare a lui - come a Olli Rehn - che il tasso di disoccupazione in Grecia è al 28,7% (62,9% quello giovanile), in Spagna al 26,3%, a Cipro al 17,3% e in Portogallo al 16,5%. E che i geni della troika parlavano di un calo del Pil greco del 2,6% nel 2010 salvo poi risalire in fretta, peccato che dal picco al minimo siamo già al -23% e analisti indipendenti parlano di un altro 5% di contrazione per quest’anno. È questo il suo concetto di stabilizzazione, forse? O quello che vede il nostro Tesoro, domani, costretto ad ammettere che la ratio debito/Pil dell’Italia è del 132,6%, grazie proprio ai miracoli dell’austerity?

O forse la sua stabilizzazione è quella che vede l’Europa del Sud devastata dall’apprezzamento mortale dell’euro e dall’aumento di 70 punti base del costo di finanziamento a causa dell’inflazione artificiale importata dalla Fed? Oppure la sua stabilizzazione è quella del roll-over della massa monetaria M3 a fronte di una contrazione della concessione di credito nell’eurozona dell’1,6% nel mese di luglio, cioè la totale distruzione del meccanismo di trasmissione della liquidità, a tutto beneficio dell’Europa del Nord? Ma si sa, la vulgata generale e imperante, ormai, è quella della ripresa che è già in atto. Sapete quale ripresa? Quella di chi sta facendo valangate di soldi in Borsa grazie all’afflusso di denaro Usa (e giapponese) nell’eurozona, visto che l’allocazione di capitale dei fondi verso titoli dell’eurozona ha raggiunto in questo periodo il livello pre-crisi.

Un colossale carry trade che se ne frega bellamente di disoccupati, Pmi che chiudono, produzione industriale sempre più in crisi, ma guarda e festeggia soltanto i rally artificiali degli indici, vedi il Dax sopra 8600 o il Ftse Mib che a inizio del prossimo anno potrebbe aggirarsi intorno a quota 20mila punti. Non lo dice il sottoscritto, lo dice l’ultimo studio di Bank of America-Merrill Lynch dopo aver interpellato moltissimi fund managers a inizio settembre. Nel mese in corso, infatti, l’allocazione di capitali esteri su titoli azionari europei è ai massimi dal maggio 2007, qualcosa come il 36% degli asset globali contro il 17% del mese di agosto. Livello raddoppiato e non per la ripresa di Schaeuble e dei suoi sodali, solo per l’effetto Fed e dei mercati emergenti. Tanto più che il Paese su cui i fondi Usa stanno scommettendo di più è fuori dall’eurozona, essendo la Gran Bretagna: il 12% degli interpellati si è detto overweight su titoli britannici, il massimo mai registrato.


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COMMENTI
19/09/2013 - oddio Olli (Claudio Baleani)

L'attacco a Olli è ingiusto. Non è vero che è un meccanico. Non l'ha mai fatto. Giocava a pallone col Mikkelin Palloilijat. Non ho mai capito perché ha abbandonato il calcio. Questo si che è un giallo.