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SPY FINANZA/ Il "giallo" della visita di Olli Rehn in Italia

Pubblicazione:giovedì 19 settembre 2013

Olli Rehn (Infophoto) Olli Rehn (Infophoto)

La saggezza popolare ci dice che la prima gallina che canta ha fatto l’uovo. Quindi verrebbe da pensare che Olli Rehn avesse la coscienza parecchio sporca, quando ieri ha tenuto a precisare che ogni eventuale decisione sull’aumento dell’Iva spetta solo e soltanto al governo italiano, senza influenze dell’Europa. Casualmente, non appena ripartito il buon Commissario europeo agli Affari economici e monetari, l’esecutivo italiano ha fatto capire chiaro e tondo che l’aumento dell’imposta appare inevitabile, visto che servono coperture a garanzia del mancato gettito Imu e per rifinanziare la cassa integrazione e le missioni all’estero, al netto delle eventuali manovre d’emergenza come l’aumento degli anticipi Ires. Insomma, non prendiamoci in giro, l’Europa ancora una volta ci ha dettato l’agenda. E questa volta la situazione deve essere particolarmente delicata, se invece di lettere o comunicati, Olli Rehn si è scomodato di persona per incontrare prima Saccomanni e poi Letta. Di cosa hanno parlato?

Io temo che qualcosa stia scricchiolando, visto che non posso credere che l’argomento principe sia stato davvero il rischio di sforamento del rapporto deficit/Pil: altrimenti, mi spieghi Olli Rehn perché non ha preso direttamente casa a Madrid, avendo la Spagna una ratio che sfiora il 7%, oltre ad aver già usufruito (inutilmente) di 41 miliardi di euro per ricapitalizzare le sue banche. E poi, perché il Tesoro italiano, al contrario proprio di quello spagnolo, ha aumentato le emissioni di nuovo debito da qui a fine anno? Sono così convinti, i tecnici del Tesoro, che le condizioni di mercato resteranno queste nel breve-medio termine e allora vogliono sfruttare il sentiment che vede il nostro spread a livelli accettabili e di nuovo in positivo rispetto a quello iberico? Siamo proprio sicuri? Non è che siamo stati obbligati a emettere più debito pubblico? Perché sapete, il dubbio sorge quando gli spagnoli decidono di limitare le aste e ieri si scopre che le sofferenze bancarie iberiche hanno toccato la quota record di sempre dell’11,97%, cifra che porta con sé una consapevolezza: ovvero, l’unico acquirente marginale di debito spagnolo, le banche del Paese, stanno per finire la copertura necessaria a pareggiare l’offerta di debito del Tesoro. Quindi, stop aste, altrimenti si rischia ciò che il mercato sta attendendo con ansia da tempo: la messa alla prova del famoso bazooka di Draghi, quell’Omt che semplicemente non esiste nei fatti.

Stiamo scherzando col fuoco. Anche perché sperare che lo spread resti così basso, significa essere “Alice nel Paese delle meraviglie”: secondo voi, la Germania lo permetterà, mettendo a repentaglio l’appeal del Bund nei portafogli di investimento, pagando il 2% di yield? E ancora, pensate che la Fed - riunitasi ieri sera - lascerà per molto il rendimento del decennale al 2,80%? No, ve lo assicuro, visto che gli 84 punti base presi dal Treasury a 10 anni da maggio all’inizio di settembre hanno rappresentato uno dei più violenti e rapidi incrementi di sempre: ora tocca scendere e non di poco, in area 2%. Quindi, il nostro spread è destinato giocoforza a salire nel breve periodo. Avevo contrattato al riguardo una dilazione sui tempi di consegna con la redazione, ma quanto accaduto durante la visita di Rehn ha preso il sopravvento: della Fed e delle conseguenze delle misure che avrà comunicato ieri sera, parleremo domani. Ma torniamo a bomba. Non è che Olli Rehn sia venuto anche per altro, un “altro” che risponde al nome di Mps? Magari perché si apre una bella finestra in caso di nazionalizzazione (o forse che accelererà la nazionalizzazione), essendo l’istituto senese imbottito di Btp (29 miliardi di euro), parecchi dei quali magari legati alla clausola CAC, quella di azione collettiva che in caso di ristrutturazione o default permette allo Stato emittente di ridiscutere il rendimento e quindi il valore di quel titolo?


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COMMENTI
19/09/2013 - oddio Olli (Claudio Baleani)

L'attacco a Olli è ingiusto. Non è vero che è un meccanico. Non l'ha mai fatto. Giocava a pallone col Mikkelin Palloilijat. Non ho mai capito perché ha abbandonato il calcio. Questo si che è un giallo.