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ALLARME IMU/ Fontana (Anci): noi sindaci rischiamo di non pagare gli stipendi

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Le casse dei Comuni languono. Dai sindaci giunge un allarme perentorio: se entro domenica il governo non destinerà ai Comuni 2,4 miliardi di euro, pari alla cancellazione della prima rata dell’Imu, le amministrazioni non saranno in grado di pagare gli stipendi ai dipendenti. Una sorta di mini-default a catena. A denunciare la situazione, è stato il presidente dell’Anci e sindaco di Torino, Piero Fassino, in audizione alla commissione Bilancio e Finanze della Camera. Il governo, dal canto suo, si è ripromesso di definite tutti i criteri attuativi per sbloccare i soldi richiesti entro il 30 settembre. Non dovesse riuscirci, cosa accadrebbe, effettivamente? Lo abbiamo chiesto ad Attilio Fontana, sindaco di Varese e Presidente della sezione lombarda dell’Anci.  


È giustificato l’allarme di Fassino?

Certo. A oggi, non solo non ci è stata assicurata l’erogazione della copertura, ma neppure è stato fissato l’importo. Quindi, il governo non sa quando darà i soldi ai Comuni, né quanti ne darà. Siamo piuttosto indietro con in tempi.

 

Perché la mancata erogazione rappresenterebbe un danno tanto grave?

Perché moltissimi Comuni si trovano in pesanti difficoltà di cassa. Rischiano di non poter rispettare i contratti. Fortunatamente, Varese non si trova in condizioni di immediato pericolo. Abbiamo a disposizione ancora delle risorse. Tuttavia, serviranno a tirare avanti ancora solo qualche mese. Poi, anche noi ci troveremo nelle condizioni di moltissimi altri. Non riusciremo a pagare gli stipendi e dovremo tagliare ulteriormente i servizi.

 

Eppure, l’Imu è stata introdotta da poco. Perché è diventata così fondamentale?

Perché l’Imu era stata concessa ai Comuni a fronte da un ingente taglio dei trasferimenti da parte del governo. Il mio Comune, per intenderci, in due anni è passato da 21 milioni di euro di trasferimenti a 9 milioni. Per quei 12 milioni mancanti, o per lo meno per parte di essi, è stato necessario trovare una copertura.

 

Come avete fatto?

Abbiamo dovuto tagliare i servizi per i nostri cittadini. In particolare, sul funzionamento della macchina amministrativa, sul personale e sulla cultura. Insomma, tutto quello che potevano tagliare. Se, tuttavia, non ci arriverà neppure quella quota di Imu prevista come compensazione, non ce la potremmo fare ad andare avanti.  

 

Comuni virtuosi e meno virtuosi, quindi, rischiano tutti ugualmente?


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