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FAMIGLIA/ Castelnuovo del Garda, il paese che "cambia" l’Isee

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La nostra simulazione mostra che la distribuzione dell’Isee attuale è molto simile a quella dell’Isee della proposta di riforma, che adotta quasi lo stesso schema di scale di equivalenza, poiché la nuova struttura di franchigie della proposta di riforma diminuisce la componente reddituale in misura quasi proporzionale all’aumento della componente patrimoniale pesata. D’altro lato, la proposta del comune di Castelnuovo del Garda, che mantiene le stesse franchigie dell’Isee attuale, grazie all’effetto di uno schema di scale di equivalenza che tiene conto di differenze nella composizione delle famiglie e delle diverse condizioni di vita in modo più dettagliato, sembra essere molto più efficace nel leggere le diverse situazioni familiari rispetto alle franchigie e, quindi, nel minimizzare la probabilità di assegnare un’agevolazione a famiglie che non sono eleggibili o di non assegnarla alle famiglie che lo sarebbero.

Il costo del sostegno, a parità di costi amministrativi, rimane sostanzialmente invariato rispetto all’Isee attuale nel caso dell’Isee della proposta di riforma, mentre aumenta di circa il 5-10% nel caso dell’Isee adottato dal comune di Castelnuovo del Garda dovuto alla maggiore inclusione. Tale aumento è ritenuto accettabile dall’amministrazione locale, soprattutto se valutato alla luce della maggiore efficacia del targeting dello strumento di verifica dei mezzi e della prevenzione dell’evasione grazie agli strumenti di accertamento sintetici della situazione reddituale e patrimoniale adottati.

Lo studio suggerisce anche che potrebbe essere socialmente migliorativo proporre una riforma più coraggiosa che: a) calcoli il flusso patrimoniale nell’Isee attuale con il tasso di interesse di riferimento per stimare una misura di reddito corrente basata sul reddito disponibile; b) elimini le franchigie e adotti scale di equivalenza appropriate. Queste oltre a riconoscere situazioni specifiche, come lo status lavorativo, la monogenitorialità e lo stato di salute, dovrebbero distinguere anche tra componenti e classe di età dei figli a cui sono associati bisogni diversi. Questa scelta eviterebbe anche che avvengano situazioni logicamente incoerenti in cui il governo locale agisce sulle scale di equivalenza, come nel caso del Quoziente Parma, del Fattore Famiglia della Regione Lombardia e di Castelnuovo del Garda, mentre il governo centrale adotta l’“inutil precauzione” delle franchigie.

Questo ulteriore sforzo riformativo, se aprisse il dialogo e il confronto anche alle parti che si sono fatte carico in modo autonomo del road testing, potrebbe incorporare questi insegnamenti al fine di  ottenere un indicatore di benessere semplice, giusto ed efficace e di ridurre il rischio di riformare la riforma in tempi brevi in quanto incapace di realizzare le finalità della riforma stessa.

 

Maurizio Bernardi (Sindaco di Castelnuovo del Garda), Martina Menon (Università degli studi di Verona), Federico Perali (Università degli studi di Verona) e Veronica Polin (Università degli studi di Verona)



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