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GEO-FINANZA/ Ecco i "test" che bocciano l’euro

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Ma in Italia, c’è qualche partito capace di una simile visione di politica economica e monetaria? Non si vede niente all’orizzonte, a parte qualche dichiarazione di formazioni fino a oggi politicamente inesistenti. E mentre la politica latita, la società civile già si muove, adottando sempre più spesso diverse forme di Monete complementari. Dopo il Sardex della Sardegna, in Sicilia c’è il Sicanex, mentre in Piemonte si opera con il Piemex. Ad Avezzano, il Comune adotterà il Marso, in collaborazione con l’associazione Arcipelago Scec. La stessa associazione risulta molto attiva vicino Roma, presso i Castelli Romani, dove un numero sempre maggiore di commercianti aderisce al circuito.

E pure i convegni si stanno moltiplicando. A Londra il 13 settembre si è svolto presso la sede di Bloomberg il convegno “La fine dell’Euro che conosciamo”, promosso da Saxo Bank. A Roma il 23 settembre si riuniscono gli economisti che firmarono il “Manifesto di solidarietà europea”, promosso da economisti tedeschi e francesi e firmato dagli italiani Borghi e Bagnai. Sempre a Roma, il 12 settembre alla Camera dei Deputati è stato presentato il libro “Europa Kaputt” dell’economista Rinaldi, evento a cui hanno partecipato gli economisti Bagnai, Guarino, Savona e La Malfa. E sempre a Roma, il 12 ottobre vi sarà un convegno indetto dall’Associazione Reimpresa, da titolo “Uscita dalla crisi”, con l’intervento dell’economista Nino Galloni.

Una tale massa in interventi e convegni produrrà nel tempo quella consapevolezza indispensabile per una uscita dall’euro nelle migliori condizioni possibili. Occorre sperare e occorre una buona dosa di fiducia. Il meglio degli italiani viene nelle situazioni difficili.

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COMMENTI
21/09/2013 - Non facciamoci del male con la svalutazione (Giuseppe Crippa)

Una svalutazione del 20% il motore del rilancio della nostra economia grazie alla ripresa delle esportazioni? Ma le nostre esportazioni si sono già rilanciate grazie alle capacità dei nostri imprenditori – quelli dotati di prodotti vendibili sui mercati internazionali, ovviamente - che hanno saputo riconvertire i modelli organizzativi delle loro aziende ed affrontare i mercati esteri. La nostra economia soffre tremendamente, in questo momento, di un collasso della domanda interna dovuto all’incertezza per il futuro, alla diminuzione dei posti di lavoro, al peso insostenibile di tasse, balzelli e burocrazia, ad una classe politica lontana dai problemi della gente e dedita a perseguire unicamente interessi di casta. Una svalutazione del 20% significherebbe soltanto inflazione di pari importo, un aumento incontrollato del costo di ogni bene proveniente dall’estero ed il taglio dei sudati risparmi di chi ancora ne ha… Sono certo che Diego Perna, che saluto cordialmente, sia un ottimo imprenditore ma in un settore che non prevede esportazioni. Potesse esportare all’estero dalla sua Sicilia sarebbe già fuori dalla crisi così come un buon numero di aziende del nord che conosco. Tenga duro e non si faccia del male da solo col suo eventuale voto!

 
21/09/2013 - Scappiamo dall' euro prima sia troppo tardi! (Diego Perna)

Se fossi certo che Berlusconi nel 2011 voleva uscire dall' Euro, alle prossime elezioni andrei a votare e voterei per Forza Italia, del resto non vedo nessuno che fa gli interessi della gente, anzi ormai le dichiarazioni quotidiane infarcite di ottimismo per l' uscita dalla crisi sono talmente prive di fondamento che si può dire tutto e il suo contrario. Mi stupisco però come gli Italiani siano così rassegnati a questo stato di cose.Buona giornata