BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FINANZA/ I problemi che la Germania vuol nascondere all’Europa

Infophoto Infophoto

Warren Buffett, uno che qualche investimento in vita sua l’ha fatto, domenica ha sentenziato che la Fed «è il più grande hedge fund della storia», sottolineando come «ormai non ci sono più in giro azioni che rappresentino un’occasione, sono già tutte prezzate». Grazie, con il mondo intero che gioca a fare Gordon Gekko e compra, è ovvio che i prezzi salgono. I bond, invece, restano un po’ lì in attesa, guardinghi. Certo, l’1,95% di rendimento è meglio del 2%, ma solo a maggio la Germania sul decennale pagava circa l’1,2%, mentre gli Usa da maggio si sono presi sul decennale qualcosa come oltre 100 punti base di yield. Per quanto riguarda gli Usa, ho scritto e riscritto - supportandole con i dati - quali siano le mie opinioni riguardo lo stato di salute reale dell’economia: sono ancora in recessione. Punto. Lo dicono chiaro e tondo i dati di vendita di Caterpillar, azienda leader per escavatrici e altri macchinari che sono la miglior cartina di tornasole per capire come va il settore strategico delle infrastrutture e delle costruzioni, un tondo -10% anno su anno a livello globale. Lo dicono i dati reali sull’occupazione, il 20% di cittadini che mangiano grazie a sussidi alimentari federali.

Lo dice anche altro. Il segmento delle vendite di auto attraverso prestiti a cittadini con rating di credito subprime è duplicato dal quarto trimestre del 2009 al quello del 2012, quando ha raggiunto i 18,4 miliardi di dollari. Di più, la vendita di obbligazioni in qualche modo legate al debito sono cresciute del 24,4% a 14,7 miliardi di dollari nel mese di agosto 2013 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Insomma, la crisi non ha insegnato niente, accanto all’enorme bolla globale della Fed ne sono nate altre, ormai cresciute come funghi: auto, mutui casa, mutui studenteschi, securities legate al debito. Follia allo stato puro.

Veniamo ora alla Germania. Domenica notte il Tg1 ha mandato in onda uno speciale sul voto tedesco, caratterizzato principalmente da due cose: lo scontro tra il giornalista e corrispondente in Italia di RTL, Udo Gumpel, e i ministri Fassina e Quagliariello (la battuta di Fassina sulla superiorità antropologica tedesca è stata fuori luogo, occorre ammetterlo, ma Udo Gumpel pochi minuti prima di andare in onda postava questo sul suo profilo Facebook: «Con Fassina e Quagliarello nel tg1 a commentare il risultato della Merkel.... ora ci divertiamo!». Quindi magari non antropologicamente superiore, ma un po’ arrogante e prevenutello è stato anche il bravo Udo) e un servizio fuori dai cancelli della fabbrica della Volkswagen di Wolfsburg dal quale si evinceva che tra mini-jobs, salari non altissimi, welfare che scarseggia, nemmeno la grande Germania è poi così immune da vizi.

Uno, che avrei voluto ricordare al collega tedesco quando ha urlato in faccia al vice-ministro Fassina che la Bce ha comprato 90 miliardi di debito italiano, è che il suo Paese non conteggia nel debito totale dello Stato il corrispettivo della nostra Cassa depositi e prestiti, quindi trucca i conti sulla ratio in partenza. Ma tant’è, basta vedere come contabilizza i derivati Deutsche Bank nel bilancio per capire che tutto questo rigore, quando si tratta del loro interesse, i tedeschi non lo mostrano al mondo. Certo, come faceva notare Ambrose Evans-Pritchard sul Telegraph, la Germania vanta un tasso di disoccupazione al 5,3% e al 7,7% per quello giovanile, un paradiso rispetto ai cosiddetti “periferici”, ma è stato proprio un tedesco, quel Joerg Asmussen membro del board della Bce, a dire chiaro e tondo che «entro dieci anni la Germania diventerà il grande malato d’Europa, se continuerà a ignorare le sue infrastrutture sempre più vecchie e se fallisce la missione di investire in educazione». La miglior università tedesca è il Munich Technical, 53ma nel ranking mondiale.