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FINANZA/ I problemi che la Germania vuol nascondere all’Europa

Pubblicazione:martedì 24 settembre 2013

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L’indice flash Pmi dell’Eurozona sale a settembre al top da giugno 2011 e oltre le attese grazie al settore servizi, fornendo nuovi segni di una ripresa economica: da 51,5 è cresciuto a 52,1, oltre i 51,9 punti previsti dagli economisti. In particolare, l’indice manifatturiero è arretrato da 51,4 di agosto a 51,1 punti, sotto gli attesi 51,8 punti, mentre l’indice Pmi servizi ha superato le attese a 52,1 punti, dai 50,7 punti di agosto e contro una previsione di 51 punti. Ancora una volta è la locomotiva tedesca a trascinare l’eurozona: il settore privato in Germania è infatti cresciuto a settembre a ritmi che non vedeva dallo scorso gennaio, con l’indice composito Pmi salito a 53,8 da 53,5 di agosto.

Fin qui le baggianate ufficiali. Poi arrivano i fatti, sottoforma di proposta del ministro delle Finanze greco, Yannis Stournaras, il quale sarebbe talmente convinto che le cose nell’eurozona stanno volgendo verso il bello da aver già preparato un piano alternativo al terzo salvataggio del suo Paese, la cui necessità è già stata confermata da Wolfgang Schaeuble prima e dalla Commissione Ue poi. Spaventato dalle condizioni che la troika imporrebbe a questo ennesimo aiuto, il ministro vorrebbe infatti utilizzare gli assets di proprietà statale come collaterale per ottenere dei prestiti attraverso la creazione di un veicolo speciale (Special Purpose Vehicle) che sarebbe gestito congiuntamente da funzionari greci ed europei. In parole povere, questo veicolo, proprio per sua natura, permetterebbe alla Grecia di emettere obbligazioni legate alle proprietà statali, bonds che verrebbero poi presentati come collaterale al fondo Esm per ottenere prestiti.

Il fatto che la notizia sia emersa proprio domenica, quando i membri della troika sono arrivati ad Atene per il loro rituale soggiorno di controllo, la dice lunga. E nonostante i trionfalismi e le reazioni da sindrome di Stoccolma che hanno accompagnato la vittoria di Angela Merkel alle elezioni, più all’estero che in Germania a dire il vero, qualche dubbio sui mercati resta. E non soltanto legato all’ipotesi di una nuova grosse koalition con l’Spd, stante il non raggiungimento da parte della Cdu della maggioranza assoluta. Lasciate stare le Borse, un termometro ormai sconnesso dalla realtà, guardate i bonds: ieri sia il Bund a 10 anni che il Treasury di pari durata hanno visto aumentare i rendimenti, nonostante la conferma da parte della Fed di un nuovo diluvio di soldi e la vittoria comunque straripante del partito dell’austerity in Germania. Come mai? Forse perché la Fed sa di aver bucato la bolla e gli osservatori più acuti se ne sono accorti, anche se per ora la falla è minuscola e il sibilo quasi impercettibile?


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