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Economia e Finanza

TELECOM E ALITALIA/ Perché Colaninno e Bernabè non si dimettono?

Franco Bernabè (Infophoto)Franco Bernabè (Infophoto)

Il caso Bernabè-Telecom è un po’ diverso. L’attuale presidente della compagnia telefonica non è un imprenditore, ma un manager. Ha iniziato alla Fiat, poi è passato all’Eni diventandone amministratore delegato e svolgendo un lavoro egregio. Nel 1998 è stato amministratore delegato di Telecom Italia per pochi mesi, perché fatto fuori proprio dalla scalata di Colaninno. Nel 2007 è ritornato come amministratore delegato in Telecom a quel punto controllata da Telco, una finanziaria posseduta dagli spagnoli di Telefonica e da altri patrioti italiani come Mediobanca, Intesa e Generali (all’inizio c’erano anche i Benetton, tempestivamente defilatisi).

Qual era il compito di Bernabè? Ridurre l’indebitamento della società, tagliare i costi e, soprattutto, darle una strategia che le permettesse di continuare a battere bandiera italiana nel difficilissimo contesto internazionale delle telecomunicazioni. I costi sono stati tagliati; i debiti rimangono quelli di prima; quanto alla bandiera, da ieri è quella con i colori sangue e oro della Spagna. Forse Bernabè non poteva fare molto di più: i suoi azionisti italiani, oberati da mille problemi, non vedevano l’ora di andarsene e per un generale è difficile vincere in battaglia se le truppe se la svignano.

Però questo 8 settembre era prevedibile già nel 2007. Conosco Bernabè da più di 40 anni. Quando è stato designato ad di Telecom nel 2007, vista qual era la compagine azionaria, in un articolo gli avevo consigliato di rifiutare l’incarico perché rischiava di farsi del male, di sciupare la sua immagine di manager costruita in anni di eccellente carriera. Purtroppo, avevo ragione.

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COMMENTI
25/09/2013 - Era tutto già scritto.... (Guido Gazzoli)

si , in effetti Colaninno dovrebbe andarsene a gambe levate...ma da qui a scrivere di insuccesso..via...in effetti il miracolo c'è stato...riuscire a creare un clone perfetto della vecchia AZ partendo da una società senza un euro di debiti e con agevolazioni colossali...manco Nostro Signore ci sarebbe riuscito... Scherzi a parte..che il piano Fenice non funzionasse già nel 2008 l'avevano detto quasi tutti..strano che un manager navigato come Colaninno non se ne sia accorto....o no ? Intanto 5miliardi di Euro e 10000 lavoratori licenziati ringraziano..ma se facessimo pagare l'aumento dell'IVA e l'IMU a questi manager da strapazzo ? Vi ricordate di un tale Alejandro De Tomaso , il loro capostipite ?