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DA TELECOM A.../ Tutte le "fregature" che ci ha rifilato la Spagna

Pubblicazione:giovedì 26 settembre 2013

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La cessione appare obbligata, almeno sulla carta. Come previsto, Anatel, l’authority antitrust brasiliana, ha già comunicato che chiederà la cessione di Tim Participacoes da parte di Telecom Italia, nel caso in cui Telefonica salisse al 100% di Telco, la holding che controlla la compagnia italiana al 22,4%. Semplice il motivo, ricordato ieri dal ministro delle Comunicazioni di Brasilia, Paulo Bernardo: non sarà consentito che Telefonica sia a capo sia di Vivo che di Tim Brasil. Già, perché Telefonica Brasil - meglio nota come Vivo - è il primo operatore mobile in Brasile con una quota di mercato del 27,5%, mentre Tim Brasil è il secondo con una quota del 26,5%: chi sacrificheranno gli spagnoli, non potendo diventare monopolisti sul mercato carioca? Magari nessuno. O magari non tutto. Telefonica non può vendere Tim Brasil ad altri operatori, quindi l’ipotesi di spezzatino appare meno probabile, ma nelle ultime settimane si è parlato di divisione di Tim Brasil e di vendita agli altri gruppi del settore, ovvero Oi e Claro di America Movil.

In ballo c’è una fetta di interessi enormi a livello globale, oltre che la conquista di quella che appare la nuova frontiera del settore delle telecomunicazioni. Due degli ultimi movimenti tecnici segnalano le grandi aspettative che l’America Latina sta animando tra le aziende di telecom di tutto il mondo: America Movil sta collegando un cavo sottomarino che moltiplicherà di 50 volte l’attuale capacità di dati internazionale e il norvegese Appear TV sta per lanciare una nuova centralina di distribuzione via cavo per gli operatori. Il cavo di America Movil è collegato alla terra attraverso la città di Cartagena, in Colombia: l’infrastruttura è lunga 17.500 chilometri e connetterà sette paesi attraverso undici punti diversi nel Nord, Centro e Sud America. La società messicana pensa di iniziare a utilizzare il cavo nel 2014, dopo un investimento di quasi 200 milioni di dollari. Riguardo ad Appear TV, l’azienda si concentrerà sulle esigenze generate dalle transizioni di sistema digitale che è in corso nella maggior parte dei Paesi e la soluzione sarà commercializzata direttamente agli operatori televisivi: il fornitore di servizi di trasmissione introdurrà una centrale cavo che ha fatto il suo debutto al “ABTA 2013 Expo&Conference” proprio in Brasile lo scorso agosto.

Insomma, ciò che sembra sicuro è che l’operazione Telecom, consumatasi nell’arco di poche ore dopo mesi di tira e molla, appare un risiko geostrategico e operativo enorme. Da cui l’Italia è esclusa. Complimenti a tutti gli attori e comprimari per l’ennesima figuraccia e per l’enorme danno cui hanno esposto il Paese e il rischio per la sua sicurezza: come certificato ieri dal Copasir, non dal sottoscritto. 



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COMMENTI
26/09/2013 - Rischio per la sicurezza del Paese... ma dai! (Giuseppe Crippa)

Non vorrei che Bottarelli fosse l’unico italiano che ieri ha preso sul serio l’uscita del presidente (senatore leghista) del Copasir che si è detto preoccupato per il fatto che una Telecom Italia in mani straniere sia un rischio per la riservatezza delle nostre comunicazioni. Questa uscita ieri ha fatto ridere milioni di italiani: tutti coloro che ricordano quanto fossero sicure le comunicazioni telefoniche al tempo della Telecom di Tronchetti Provera (vedi Tavaroli, Cipriani, Mancini, il Tiger Team ecc. ecc.)

 
26/09/2013 - Ha ragione da vendere... (Guido Gazzoli)

..ma è dal 1992 che la Spagna ha inizito a colonizzare economicamente l'area latinoamericana..basti vedere cosa si è "comprata" in Argentina , Brasile , Venezuela a, acquisizioni fatte con capitali spesso costituiti da bond degli Stati proprietari degli assett . Ora hanno l'occasione di mettere le mani sulla Nazione più ricca , il Brasile , e siamo noi a dargliene l'opportunita....Le ricordo però che TIM Brasil . creata da un manager Italiano di Telecom con pochi mezzi ma molta creatività e diventata in poco tempo una potenza tanto da fornire gli unici utili del gruppo ( Oddio..anche Telecom Argentina li macinava ) , finì per essere "bloccata" nel suo sviluppo proprio da pezzi grossi della Telecom Italia arrivati li a smantellare tutto ..tanto che il manager "creativo" dovette abbandonare non solo la sua creatura... Insomma un Telekiri e un Alikiri ( guarda caso con gli stessi personaggi) degni di un Paese come il nostro..purtroppo abbiamo un Letta , mica un Roosvelt...