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ALITALIA/ 3 ottobre, un ultimatum per tutta l'Italia

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Le conseguenze? La decadenza dello scalo lombardo, cui si è posto rimedio prima con l’alleanza con Lufthansa, che ha presto preso atto che l’hub di Malpensa non era redditizio, ma ha sfruttato la situazione per creare una rete di collegamenti assai efficiente tra l’Italia del Nord e gli hub tedeschi; poi si sono spalancate le porte a EasyJet, oltre che agli operatori del Golfo. Il tutto mentre sulla Sea si sono consumati pasticci non da poco, complicati, ciliegina sulla torta, con gli aiuti contestati a Sea Handling. Quindici anni dopo, insomma, il sistema degli aeroporti del Nord, nonostante le infinite promesse di razionalizzazione, è ancora in alto mare. Ora ci prova F2i di Vito Gamberale: forse ce la farà. Ma le resistenze non mancheranno di sicuro.

Non è andata molto meglio a Fiumicino. Il braccio di ferro sulle tariffe è stato estenuante, assolutamente incomprensibile per gli investitori internazionali che hanno provato a puntare sull’hub europeo. Prima gli australiani di Macquarie, sbalorditi di fronte a cda in cui si discuteva di terreni, licenze edilizie, conflitti tra soci ma non si perdeva un secondo a discutere di efficienza del servizio. Poi gli esponenti del fondo sovrano di Singapore, partner di Benetton. Anche loro, di fronte agli assurdi ritardi nel concedere il via libera ad aumenti necessari per giustificare un rifacimento di Fiumicino all’altezza delle ambizioni di Roma (e delle potenzialità del turismo italiano).

A proposito di Alitalia, poi, ci vorrebbe un volume per descrivere le bizzarrie dell’assorbimento di AirOne e le caratteristiche di un’operazione che, per quel che si legge, ha lasciato in eredità ad Alitalia velivoli che non hanno garantito, com’era stato ventilato, un rinnovo pieno della flotta. Ma un bel contenzioso legale che, bizzarria nelle bizzarrie, riguarda anche le pendenze del gruppo Toto antecedenti alla nascita della nuova Alitalia: non è difficile capire perché Air France ha molto da eccepire su questi debiti.

Insomma, siamo d’accordo con il ministro Zanonato: poco conta se il nuovo partner sarà francese, turco o russo. Ma chi garantisce noi cittadini italiani, compresi i minatori disoccupati del Sulcis, che abbiamo pagato alcuni miliardi il lusso di una compagnia di bandiera che le cose in futuro andranno in maniera diversa? Se gli azionisti italiani di Alitalia, nonostante i ponti d’oro a loro garantiti (niente debiti, marchio gratis, flotta rinnovata, la razionalizzazione dell’hub) sono riusciti a far cilecca, per quali ragioni oggi potrebbero fare meglio?

Per carità, Se qualcuno intende farsi avanti, si accomodi. Altrimenti, se si ripeterà il 3 ottobre la pietosa scena di soci (già abbondantemente finanziati a suo tempo dalle banche) che non se la sentono di rischiare pochi milioni procapite, si prenda atto che il famoso “sistema Paese” si è rivelato solo una gabbia per gli animal spirits imprenditoriali veri, italiani o meno. E quei pochi quattrini ancora in mano al sistema bancario usiamoli per finanziare quelle imprese e quegli artigiani che aspettano ancora i soldi dello Stato. 

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COMMENTI
07/10/2013 - SALVIAMO L'ITALIA DAGLI INCAPACI (Z sara)

"Alitalia è privata da 6 anni ed è un disastro uguale (se non peggiore). La colpa è del sistema decisionale consociativo di questo Paese, che negli anni ha selezionato una classe dirigente più abile a fare lobby nei palazzi romani che a prendere decisioni industriali. Guardiamo la lista dei "patrioti" che sono intervenuti a "salvare" Alitalia. In primis, Emilio Riva, arrestato perchè accusato di aver inquinato Taranto. Salvatore Ligresti, arrestato per prchè accusato di aver defraudato i suoi investitori in Fonsai, Francesco Bellavista Caltagirone, arrestato per frode fiscale e frode ai danni dello stato, Antonio Angelucci, sotto indagine penale perché avrebbe abusato dei finanziamenti pubblici all'editoria. E' un terribile gioco del destino che "punisce" i patrioti o i patrioti hanno investito in Alitalia anche per farsi perdonare dei "peccatucci" o concedere dei favori?" L. Zingales Sole24 http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2013-09-29/salviamoci-capitalismo-malato-100805.shtml?uuid=AbPeHTfI&fromSearch

 
07/10/2013 - SOLO I CAPACI CI SALVERANNO (Z sara)

Caro Crippa, Mi rattrista il suo commento. Un indicatore del grado di civilta' di una Nazione e' la capacita' di rinunciare alla rete di "amicizie" (e quindi al proprio orticello) per fare spazio della competenza (a favore della collettivita'), perche solo la competenza permette lo sviluppo e ci protegge. Iniziamo a non tollerare/togliere gli incapaci/amici ovunque e ad apprezzare i risultati degli sconosciuti/competenti, solo cosi potremo diventare un popolo evoluto. A volte ripassare la storia aiuta, ecco un esempio di quello che ha prodotto l'idolatria della mediocrita' nostrana: http://www.youtube.com/watch?v=0Sq0ylybpYM

 
27/09/2013 - COMMENTO AL COMMENTO.... (Guido Gazzoli)

caro Crippa dovremo augurarci solo persone esperte nel settore...ne abbiamo..mi creda... Guido Gazzoli

 
27/09/2013 - Commento al commento interessante... (Giuseppe Crippa)

Allora dovremmo auspicare un militare al Ministero della Difesa, un medico a quello della Salute, un sindacalista a quello del Lavoro, un teenager alle politiche Giovanili, un magistrato alla Giustizia, un contadino alle Politiche Agricole e, perché no, un autotrasportatore alle Infrastrutture e Trasporti.

 
27/09/2013 - UN COMMENTO INTERESSANTE... (Guido Gazzoli)

è quello apparso oggi in una intervista al CEO di British ...questa frase andrebbe scolpita nel marmo o nella testa dei nostri politici : "«Essere un pilota ha chiaramente i suoi vantaggi. Orami non volo più come pilota sui voli commerciali, ma capire ciò che è importante da un punto di vista operativo, ciò che è importante da un punto di vista tecnico e della sicurezza, mi dà un grande vantaggio. So quello che è possibile, so quali sono le aree dell’attività che dobbiamo difendere, so dove dobbiamo investire per garantire che le nostre operazioni siano solide, sicure ed efficienti. E questo è chiaramente un grande beneficio. Non penso che per essere un Ceo di successo bisogna essere un pilota, ma nel mio caso mi ha aiutato a capire che cosa possiamo fare mentre ristrutturiamo le varie parti della nostra attività».

 
27/09/2013 - PERO' 2 (Guido Gazzoli)

fu presa ..al volo .Per far saltare tutto..ma d'altronde a quel punto non c'erano ragioni che la cosa seguisse , anche per i diktat UE da me citati nella lettera a Lupi. KLM tornò alla carica con British ma stavolta gli inglesi offrirono solo il 16% ....gocoforza l'accordo con i Francesi è stata l'ultima spiaggia... Guido Gazzoli

 
27/09/2013 - PERO'.... (Guido Gazzoli)

nota altamente condivisibile , alla quale però vorrei aggiungere un paio di cose : 1) Effettivamente due hub non si potevano reggere..non da una Alitalia con 29 aerei di LR...ma si da una AZKLM che , una volta nata , avrebbe avuto una flotta di Lungo Raggio talmente grande da poter supportare sia l'enorme mole di traffico proveniente dal Nord Europa che quella dal bacino del Mediterraneo...giocoforza l'insistenza del sindaco Albertini nel tener aperto Linate al traffico internazionale di primo livello ( e ciò mentre in altre nazioni gli aeroporti cittadini non lo erano più ) spalleggiato da una UE che vedeva nella chiusura del Forlanini un danno incalcolabile per i vettori stranieri fece saltare il tutto . 2) Un vettore straniero a questo punto ci deve essere , secondo me , ma non può essere Air France . Ethiad avrebbe dei vantaggi già di per se grandissimi anche come socio di minoranza portando in dote opzioni per 50 aerei di LR , mentre per AF l'esperienza mi insegna che da pesce grande si mangerebbe il piccolo... Perchè saltò l'accordo con KLM ? Molti non sanno che gli olandesi pretendevano il pieno controllo della Compagnia ( tutto il in Olanda tranne la sede cargo in Italia ) avendo un'azione che all'epoca valeva meno di un terzo di quella di AZ . Ci avevano tentato anni prima con British , che gli aveva offerto max il 30% del vettore...Cempella ovviamente fece notare la cosa e capire che il controllo non lo potevano fare ... ( 1-continua )