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ALITALIA/ 3 ottobre, un ultimatum per tutta l'Italia

Pubblicazione:venerdì 27 settembre 2013

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Gli stipendi, almeno stavolta, sono salvi. È il succo della riunione del cda di Alitalia che ha dato il via libera a un’iniezione di capitali per 100 milioni, ovvero un quinto delle necessità finanziarie così com’erano presentate nella relazione al resoconto, drammatico, dell’ultimo semestre: la compagnia di bandiera ha perso quasi 300 milioni di euro nella prima metà dell’anno, in forte peggioramento rispetto ai 201 di un anno fa. Non solo. Per scongiurare la crisi di liquidità, la relazione semestrale dice che se non entreranno in cassa con urgenza soldi freschi sarebbe a rischio il pagamento degli stipendi dei 14mila dipendenti. Di qui la richiesta di circa 500 milioni, di cui 200 di aumento di capitale e 300 di nuovi prestiti bancari, solo parzialmente soddisfatta. Per ora.

Se ne riparlerà in cda il prossimo 3 ottobre, quando forse si sarà definita la complessa partita tra partner italiani, governo e Air France, che, per il momento, versa 25 milioni in qualità di socio della compagnia. Oppure, in caso di fumata nera, si procederà a un finale drammatico, aperto a ogni soluzione: a metà ottobre scade il diritto di prelazione per la compagnia franco-olandese, ove non mancano i fieri oppositori all’operazione in terra italiana, Paese a bassa crescita ma ad alto tasso di litigiosità politica, sindacale e con uno straordinario, quasi unico, istinto all’autolesionismo: nessuno quanto voi italiens, fanno sapere da Parigi, ha aperto tante porte ai low cost. E nessuno quanto voi, aggiungono, ha consentito a Etihad ed Emirates di conquistare tanti spazi di mercato.

Tra poche settimane, insomma, si saprà il finale dell’ennesimo capitolo dell’affaire Alitalia. Magari con un epilogo a sorpresa perché, fa sapere il ministro Maurizio Lupi, “Air France è il primo azionista di Alitalia e quindi il naturale interlocutore, ma penso che ce ne possano essere altri”. Intanto un altro ministro, Flavio Zanonato, da Bruxelles fa sapere che l’esecutivo studia una “soluzione industriale”: l’Italia non può rinunciare a uno, anzi due hub. Splendide parole, che ricalcano alla lettera ciò che si è detto in occasioni precedenti. Lo nota, con la solita arguzia, Massimo Nicolazzi, manager del petrolio con grande talento per i tweet: “Soluzione ponte con banche”, e poi cercare “altri partner”.Sic dixit (2008) Berlusco; sic dicit (2013, oggi, agenzie) Zanonatus.

Non è il caso di irridere al povero ministro. Che altri poteva mai dire? O, forse, era meglio tacere, visti i precedenti. A proposito di scelte industriali, tanto per cominciare, l’Italia si dibatte da vent’anni sul tema del doppio hub. Era già evidente ai tempi di Romano Prodi, che da presidente di Nomisma aveva benedetto più studi per magnificare le potenzialità dell’hub padano, che l’Italia non aveva la forza per reggere due scali intercontinentali. Da allora Malpensa e Fiumicino si sono affrontati con ogni arma. Finché, dopo il salvataggio targato Banca Intesa, si decise di concentrare l’attività di Alitalia su un solo hub, Fiumicino.


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COMMENTI
07/10/2013 - SALVIAMO L'ITALIA DAGLI INCAPACI (Z sara)

"Alitalia è privata da 6 anni ed è un disastro uguale (se non peggiore). La colpa è del sistema decisionale consociativo di questo Paese, che negli anni ha selezionato una classe dirigente più abile a fare lobby nei palazzi romani che a prendere decisioni industriali. Guardiamo la lista dei "patrioti" che sono intervenuti a "salvare" Alitalia. In primis, Emilio Riva, arrestato perchè accusato di aver inquinato Taranto. Salvatore Ligresti, arrestato per prchè accusato di aver defraudato i suoi investitori in Fonsai, Francesco Bellavista Caltagirone, arrestato per frode fiscale e frode ai danni dello stato, Antonio Angelucci, sotto indagine penale perché avrebbe abusato dei finanziamenti pubblici all'editoria. E' un terribile gioco del destino che "punisce" i patrioti o i patrioti hanno investito in Alitalia anche per farsi perdonare dei "peccatucci" o concedere dei favori?" L. Zingales Sole24 http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2013-09-29/salviamoci-capitalismo-malato-100805.shtml?uuid=AbPeHTfI&fromSearch

 
07/10/2013 - SOLO I CAPACI CI SALVERANNO (Z sara)

Caro Crippa, Mi rattrista il suo commento. Un indicatore del grado di civilta' di una Nazione e' la capacita' di rinunciare alla rete di "amicizie" (e quindi al proprio orticello) per fare spazio della competenza (a favore della collettivita'), perche solo la competenza permette lo sviluppo e ci protegge. Iniziamo a non tollerare/togliere gli incapaci/amici ovunque e ad apprezzare i risultati degli sconosciuti/competenti, solo cosi potremo diventare un popolo evoluto. A volte ripassare la storia aiuta, ecco un esempio di quello che ha prodotto l'idolatria della mediocrita' nostrana: http://www.youtube.com/watch?v=0Sq0ylybpYM

 
27/09/2013 - COMMENTO AL COMMENTO.... (Guido Gazzoli)

caro Crippa dovremo augurarci solo persone esperte nel settore...ne abbiamo..mi creda... Guido Gazzoli

 
27/09/2013 - Commento al commento interessante... (Giuseppe Crippa)

Allora dovremmo auspicare un militare al Ministero della Difesa, un medico a quello della Salute, un sindacalista a quello del Lavoro, un teenager alle politiche Giovanili, un magistrato alla Giustizia, un contadino alle Politiche Agricole e, perché no, un autotrasportatore alle Infrastrutture e Trasporti.

 
27/09/2013 - UN COMMENTO INTERESSANTE... (Guido Gazzoli)

è quello apparso oggi in una intervista al CEO di British ...questa frase andrebbe scolpita nel marmo o nella testa dei nostri politici : "«Essere un pilota ha chiaramente i suoi vantaggi. Orami non volo più come pilota sui voli commerciali, ma capire ciò che è importante da un punto di vista operativo, ciò che è importante da un punto di vista tecnico e della sicurezza, mi dà un grande vantaggio. So quello che è possibile, so quali sono le aree dell’attività che dobbiamo difendere, so dove dobbiamo investire per garantire che le nostre operazioni siano solide, sicure ed efficienti. E questo è chiaramente un grande beneficio. Non penso che per essere un Ceo di successo bisogna essere un pilota, ma nel mio caso mi ha aiutato a capire che cosa possiamo fare mentre ristrutturiamo le varie parti della nostra attività».

 
27/09/2013 - PERO' 2 (Guido Gazzoli)

fu presa ..al volo .Per far saltare tutto..ma d'altronde a quel punto non c'erano ragioni che la cosa seguisse , anche per i diktat UE da me citati nella lettera a Lupi. KLM tornò alla carica con British ma stavolta gli inglesi offrirono solo il 16% ....gocoforza l'accordo con i Francesi è stata l'ultima spiaggia... Guido Gazzoli

 
27/09/2013 - PERO'.... (Guido Gazzoli)

nota altamente condivisibile , alla quale però vorrei aggiungere un paio di cose : 1) Effettivamente due hub non si potevano reggere..non da una Alitalia con 29 aerei di LR...ma si da una AZKLM che , una volta nata , avrebbe avuto una flotta di Lungo Raggio talmente grande da poter supportare sia l'enorme mole di traffico proveniente dal Nord Europa che quella dal bacino del Mediterraneo...giocoforza l'insistenza del sindaco Albertini nel tener aperto Linate al traffico internazionale di primo livello ( e ciò mentre in altre nazioni gli aeroporti cittadini non lo erano più ) spalleggiato da una UE che vedeva nella chiusura del Forlanini un danno incalcolabile per i vettori stranieri fece saltare il tutto . 2) Un vettore straniero a questo punto ci deve essere , secondo me , ma non può essere Air France . Ethiad avrebbe dei vantaggi già di per se grandissimi anche come socio di minoranza portando in dote opzioni per 50 aerei di LR , mentre per AF l'esperienza mi insegna che da pesce grande si mangerebbe il piccolo... Perchè saltò l'accordo con KLM ? Molti non sanno che gli olandesi pretendevano il pieno controllo della Compagnia ( tutto il in Olanda tranne la sede cargo in Italia ) avendo un'azione che all'epoca valeva meno di un terzo di quella di AZ . Ci avevano tentato anni prima con British , che gli aveva offerto max il 30% del vettore...Cempella ovviamente fece notare la cosa e capire che il controllo non lo potevano fare ... ( 1-continua )