BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ Iva ed euro, i conti dell'Ue non tornano

Pubblicazione:venerdì 27 settembre 2013

Infophoto Infophoto

Riporto il passaggio cruciale del ragionamento di Arrigo: “Essa è stata raddrizzata facendola ruotare di 65 gradi e a nessuno è venuto in mente di proporre la rotazione complementare di 295 gradi, consistente nel rovesciarla dalla parte opposta sino a portarla con la chiglia per aria per arrivare in seguito all’assetto attuale. Chi lo avesse proposto sarebbe stato sicuramente considerato un folle o un eccentrico e in ogni caso non si sarebbe trattato di un ingegnere. Invece in economia capita che soluzioni altrettanto folli siano proposte, spesso proprio da economisti, e purtroppo prese sul serio e attuate. Ad esempio, voler portare i bilanci degli stati in pareggio quando il loro Pil reale cade e falcidia gli imponibili è altrettanto folle che voler raddrizzare la Costa passando per la sua chiglia per aria. Purtroppo nel caso dei pareggi in recessione si sta cercando di farlo e tutto questo viene chiamato rigore”.

Lo stesso criterio che ci ha portato alla rovina in questa crisi, amplificandone gli effetti, è lo stesso criterio che ci hanno ripetuto nei fatidici anni ‘90, quando si procedeva alla costruzione di questa Unione europea, con una moneta unica che vincolasse le economie ma senza unione politica. E lo stesso criterio che ci ha rovinato economicamente (non solo noi, ma tutta l’Europa) è lo stesso che vogliono continuare ad applicare: “più Europa”, il che vuol dire semplicemente, nei progetti degli eurocrati, sempre maggiori limitazioni per la sovranità degli stati.

E se quella è la direzione sbagliata, quella opposta (almeno in questo caso) è quella giusta: occorre il recupero delle sovranità nazionali, a cominciare da quella monetaria. Occorre quindi il ripristino di una moneta nazionale, che tramite una svalutazione (nel caso dell’Italia) si ponga al servizio dell’economia. Il contrario, nella sua immoralità, lo abbiamo sotto gli occhi: un’economia al servizio della moneta, al servizio del debito creato dalla moneta e dai suoi interessi. Un’economia che va in rovina per tentare disperatamente di salvare la moneta unica e il sistema finanziario e bancario a essa connessa.

A tal proposito, mi pare utile dare risposta alle osservazioni fatte dal lettore Giuseppe Crippa, come commento al mio ultimo articolo. Ritengo utile rispondervi, poiché ritengo che quelle osservazioni siano nella testa di tanti lettori e di tanti italiani. Anzitutto si impone una riflessione sul rapporto tra svalutazione della moneta e inflazione. Tale rapporto non è mai uno a uno. Una svalutazione della moneta si tramuta in un’inflazione interna a seconda delle materie importate e del loro utilizzo nel mercato interno.

Il caso tipico che viene citato, nella situazione italiana, è quello della benzina, poiché l’Italia non possiede giacimenti di petrolio ed è costretta a comprarlo dall’estero, pagandolo in dollari. Con una moneta svalutata del 20%, questo è il ragionamento, il costo del petrolio sarebbe superiore del 20%.

Ma, questa è la prima osservazione, noi non consumiamo petrolio, consumiamo invece benzina o gasolio: cioè, nel prezzo del carburante è incluso il costo di raffinazione, che è un costo italiano, non svalutato. Nel caso dei carburanti, poi, la gran parte del costo è dovuto alle famigerate accise, cioè da tasse interne. In altre parole, a una svalutazione del 20%, potrebbe corrispondere un aumento dei prezzi alla pompa del 4%. E lo stesso sarebbe per tutte le altre materie prime, che vengono importate e lavorate in Italia.


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >

COMMENTI
27/09/2013 - Ottimo articolo, rara onestà intellettuale (Vieri Biobo)

Egregio Sig. Passali, leggo da qualche tempo il Vostro sito in quanto uno dei pochi in grado di evidenziare le cause, a mio avviso, reali della "crisi" alla quale stiamo assistendo con sempre più preoccupazione, checchè le anime pie sostengano su una eventuale ripresa p.v., oggi. Personalmente mi resi conto della follia del progetto monetario Euro 10 anni or sono, quando mi imbattei nella Teoria dell' Area valutaria ottimale di Mundell. Le segnalo un video su YT in cui il buon Romano Prodi stesso ammette alla ben celata (dai media nostrani) realtà di una Germania che profitta largamente sulle nostre spalle grazie all' Euro: fonte: https://www.youtube.com/watch?v=jcKSAFzT56k Le segnalo inoltre il nostro (o loro?) caro Monti dichiarare qualche temp fa che "un'Italia fuori dall'Euro sarebbe grosso problema per le esportazioni tedesche" fonte: http://www.ilmondo.it/top10/2012-05-24/monti-cara-merkel-italia-fuori-dall-euro-problema-voi_10825.shtml Il progetto di rincorrere la G. sul campo della "competitività" tramite le c.d. riforme strutturali e ben più grave, compressione salariale, sia pura follia. Sia per la difficoltà del riformare nel nostro paese, sia perchè modello neo-mercantilista è gioco a somma zero, e ultimativamente porterà a necessità di nuove compressioni salariali, etc. dunque una prospettiva non rosea. Il povero Giuseppe Crippa è mera vittima di propaganda decennale pro-Euro basata su fuffa e falsità.