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IMU/ Zanetti (Sc): l'abolizione è un bluff, manca la copertura

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Enrico Letta (Infophoto)  Enrico Letta (Infophoto)

Sì, ma per quanto riguarda la tanto declamata natura tax free di questo decreto, siamo in presenza di un annuncio non corroborato in pieno dalla realtà dei fatti. Il decreto prevede una clausola di salvaguardia con un ulteriore innalzamento degli acconti Ires e Irap e l’aumento delle accise, ove le altre coperture individuate non si rivelassero sufficienti. Già per il 2013 il tetto massimo di importi riconosciuti in detrazione sui premi assicurativi delle polizze vita scende da 1.291 euro ad appena 630, per poi diventare 230 euro nel 2014. Una scelta quest’ultima che implicherà per tutti i titolari di polizze vita, pari a 6 milioni di contribuenti, nel 2013 un aumento Irpef pari a 126 euro e dal 2014 pari a 202 euro. In tutto questo mi sfugge in che cosa consista il concetto di decreto tax free.

 

Che cosa cambierà invece con l’introduzione della service tax?

La service tax sarà composta da tre parti tra loro autonome: la Tares per la raccolta rifiuti; i servizi indivisibili per la maggiorazione Tares; l’Imu per gli edifici che non rappresentano una prima casa. Nel momento in cui con la tassa sui servizi indivisibili si andrà a prevedere un gettito rilevante, per quanto esteso dai soli proprietari di prima casa alla generalità dei possessori di immobili, si ripristinerà un prelievo analogo a quello che c’è adesso.

 

Preferiva fare pagare di più ai cittadini abbienti?

Il punto è che si fa passare il messaggio che il 100% dei proprietari sono esentati dall’Imu, ma poi lo si risolve in un gioco delle tre carte all’interno della service tax. Scelta civica intende analizzare attentamente il modo in cui saranno combinate le tre componenti della service tax, anche perché quest’ultima genererà un gettito complessivo che comunque non sarà molto distante da quello attuale. Per quanto riguarda i Comuni la partita sarà sicuramente gestita da parte delle amministrazioni generali dello Stato attraverso una variazione per differenza dei trasferimenti effettuati nei loro confronti.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
03/09/2013 - Ma si può? (Carlo Cerofolini)

Certo non si può sperare che le cose cambino in meglio quando un governo di larghe intese, nato per risolvere i problemi economici più urgenti dell’Italia (sic) e nonostante i tanti esperti (!) all’opera, non è in grado - su ben 800 (ottocento) miliardi di spesa pubblica annua – di trovare neppure 2,5 miliardi per la prima rata dell’Imu. Inoltre se come se questo non bastasse, si hanno pure contrasti all’interno del governo stesso e dei partiti che li appoggiano (?) per vedere quali altre gabelle inventare e/o quali settori anche sensibili devono subire penalizzazioni per racimolare detta cifra. Ma si può?