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IMU/ Zanetti (Sc): l'abolizione è un bluff, manca la copertura

Per ENRICO ZANETTI (Sc) l'abolizione Imu prima casa non è affatto un decreto tax free come è stato presentato dal governo, ma una riforma che sarà compensata da altre imposte

Enrico Letta (Infophoto) Enrico Letta (Infophoto)

La Service tax rimpiazzerà l’Imu sulla prima casa a partire dal gennaio 2014. La nuova imposta prenderà in considerazione non soltanto le rendite catastali e l’estensione delle abitazioni, ma anche la raccolta rifiuti, l’illuminazione pubblica e i servizi indivisibili. Un modo per compensare in parte l’abolizione dell’Imu sulla prima casa e sui terreni agricoli, nonché la deducibilità del 50% per uffici, negozi e capannoni. Per Enrico Zanetti, deputato di Scelta civica, “quello che abolisce l’Imu sulla prima casa non è affatto un decreto tax free come è stato presentato dal governo. Anche perché con i 2 miliardi di euro necessari per esentare il 30% dei proprietari di case più ricchi sarebbe stato possibile scongiurare l’aumento dell’Iva”.

Onorevole Zanetti, per quale motivo la priorità doveva essere evitare l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto?

L’abolizione dell’Imu sulla prima casa per tutti i contribuenti è una scelta scriteriata in termini di utilità sociale e di priorità rispetto agli obiettivi di crescita economica. Nell’istante in cui pur di togliere l’Imu al 100% dei proprietari si rende più difficile il reperimento delle risorse per evitare l’aumento dell’Iva, si opera una scelta che non condivido. Il trade off era infatti tra scongiurare l’aumento dell’Iva per il 100% dei consumatori italiani oppure togliere l’Imu anche all’ultimo 10% dei proprietari con le case di maggior pregio.

Per quali motivi?

Con 2,5 miliardi si sarebbe comunque potuto togliere l’Imu al 70% delle famiglie. Con 3,5 miliardi si saliva invece al 90% e con 4,5 miliardi al 100%. Scelta civica era assolutamente d’accordo sul fatto di abolire l’Imu per il 70% delle famiglie. Va sottolineato che a oggi è stata abrogata solo la prima rata dell’Imu, mentre la seconda, che richiederà oltre 2 miliardi ulteriori di copertura, non è ancora stata cancellata. Siamo in presenza di un annuncio venduto come cosa fatta per un provvedimento che in realtà nella sua interezza è ancora da adottare.

Non ritiene che il fatto di avere abolito una tassa sia comunque già di per sé un successo?


COMMENTI
03/09/2013 - Ma si può? (Carlo Cerofolini)

Certo non si può sperare che le cose cambino in meglio quando un governo di larghe intese, nato per risolvere i problemi economici più urgenti dell’Italia (sic) e nonostante i tanti esperti (!) all’opera, non è in grado - su ben 800 (ottocento) miliardi di spesa pubblica annua – di trovare neppure 2,5 miliardi per la prima rata dell’Imu. Inoltre se come se questo non bastasse, si hanno pure contrasti all’interno del governo stesso e dei partiti che li appoggiano (?) per vedere quali altre gabelle inventare e/o quali settori anche sensibili devono subire penalizzazioni per racimolare detta cifra. Ma si può?