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TELECOM/ Le due "sfide" che Telefonica lancia all’Italia

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E qui veniamo all’aspetto di lungo periodo. Come sottolineato il 23 settembre su questa testata, una caratteristica del settore è il differenziale tra rendimenti economici alla collettività e rendimenti finanziari all’azienda. Una regolamentazione attenta e un management abile possono, anche in regime di mercato libero, concorrenziale e aperto al resto del mondo, curare questo nodo. Non sta a me discettare di regolamentazione in questa sede. I nuovi “entranti” sul mercato italiano dimostrano, però, che se il management è di qualità si riescono a superare difficoltà come “l’ultimo miglio” per agganciarsi alla rete e la tradizionale diffidenza degli utenti a lasciare operatori con i quali si è usi a lavorare.

Dubito che il management sia stato all’altezza ai tempi del monopolio quando (nomi e cognomi sono su tutti i giornali) la sua principale preoccupazione pare essere stata quella di assicurarsi “pensioni d’oro”. Non è stato, però, migliore nei vari passaggi di mano di chi si indebitava sino al collo nell’illusione di godere di una rendita che non c’era.

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