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IMU/ La nuova norma su prima e seconda casa: ecco chi paga e chi non paga

Con il patto di stabilità, che entrerà in vigore in ottobre, dovrebbe diventare legge il nuovo provvedimento sull'Imu sul quale per il momento vige un accordo tra i vari partiti

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Il dibattito sull’Imu, e le conseguenti promesse di rivisitazione della norma, hanno portato a un primo provvedimento sul quale sembra esserci un precario accordo da parte dei partiti. Secondo la nuova norma, che probabilmente entrerà in vigore a ottobre,i proprietari di abitazioni risparmieranno in media 215 euro, secondo quanto analizzato da Gino Pagliuca del Corriere della Sera. Le cifre riguardo al pagamento cambieranno da luogo a luogo. Analizzando i dati del 2012, spetta alla ricca Portofinoil primato: è il conto più salato con una media di 1.031 euro. Tra i capoluoghi e le province con più di 50 mila abitanti la più cara è Siena con una media di 567 euro, seguita da Roma a quota 537. Milano, contrariamente a quanto si possa pensare, ha una media di circa 292 euro; questo a causa delle numerose case popolari che si trovano nella classe di valore bassa rispetto a quelle del capoluogo laziale, ad esempio, ricco di edifici storici. Al momento di certo c’è l’esenzione dalla rata di giugno 2013 e l’aumento del numero di persone che saranno escluse dal pagamento dell’Imu, ossia quelli che sono considerati al rango di proprietari di casa principale. Secondo quanto si evince dall’abbozzamento di legge, hanno diritto al trattamento agevolato le persone che non sono in possesso di abitazioni di lusso. Per quest’ultime si intendono le case facenti parte la categoria A/1, A/8 e A/9. Tuttavia le abitazioni delle categorie appena elencate possono godere delle detrazioni previste dalla normativa Imu quando queste sono abitazioni principali: 200 euro per immobile e 50 euro per ogni figlio di età inferiore ai 26 anni. Vi sono inoltre esenzioni di cui possono godere gli assegnatari di abitazioni gestite da istituti autonomi di case popolari, o di enti di edilizia residenziale pubblica, e gli assegnatari di appartamenti costruiti in cooperativa indivisa. All’interno della categoria “case popolari” troviamo anche gli edifici di housing sociale, ossia quegli edifici costruiti da privati e assegnati con le stesse modalità previste per le case pubbliche. È stato anche ampliato il numero dei soggetti dei “dipendenti di servizi di pubblica utilità”: membri delle Forze armate, della Polizia di Stato, corpi di Polizia di ordinamento civile, Vigili del fuoco e personale che intraprendono la carriera prefettizia. “L’agevolazione si può applicare a un solo immobile e alle sue pertinenze purchè non siano concessi in locazione. È la stessa regola che vale per le case delle persone ricoverate in casa di riposo. In questo caso però l’equiparazione all’Imu prima casa non è automatica ma deve essere prevista dalla delibera comunale”, viene riportato inoltre nel testo della norma.

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