BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ Il "ricatto" delle banche centrali affossa le nostre imprese

Pubblicazione:giovedì 5 settembre 2013 - Ultimo aggiornamento:giovedì 5 settembre 2013, 10.18

Infophoto Infophoto

Ma chi ha mai detto che il debito possa essere paragonato al Pil? Chi ha mai detto che uno stock come il debito possa essere paragonato ad un flusso (come il Pil)? Uno stock si può paragonare solo ad un altro stock, come la quantità di moneta. E tutta la moneta in circolazione è pari a circa 150 miliardi. Abbiamo 150 miliardi in circolazione, utilizzabili per pagare una parte minuscola del debito. E non possiamo utilizzarli tutti per pagare il debito, perché un secondo dopo l'economia e la finanza (e il sistema bancario) sparirebbero dalla faccia della terra e torneremmo al baratto (e alla preistoria dell'economia).

E proprio questo è quello che sta succedendo progressivamente: sempre maggiore denaro viene utilizzato per pagare i debiti (sempre crescenti) sparendo così dall'economia reale, portando così al fallimento un sempre maggiore numero di aziende e all'aumento inarrestabile della disoccupazione. Cosa fare?

Negli scorsi articoli avevo preannunciato un autunno caldo: una previsione fin troppo facile, vista l'inadeguatezza dell'attuale classe politica e il progressivo inasprimento della crisi. Ma lo avevo preannunciato anche perché i contatti sviluppati in questo periodo con tante persone e tante associazioni e imprese mi testimoniavano e mi testimoniano di un fervore e di una passione per “fare qualcosa” che aspetta solo l'occasione giusta per esplodere, per manifestarsi, per diffondersi in maniera contagiosa.

Qualcosa si sta muovendo, proprio in questi giorni: qualcuno si sta organizzando e altri sono in attesa di muoversi. Occorre avere fiducia, proprio quella fiducia che manca così tragicamente al sistema bancario e finanziario, fin dallo scoppio della crisi, nell'estate del 2007. Quella fiducia per cui, da allora, le banche non si prestano più denaro tra di loro, ben sapendo le porcherie fatte con una moneta che non appartiene loro.

Occorre avere fiducia, quella fiducia che il sistema bancario non è in grado di creare (come fosse moneta, dal nulla e senza sforzo). Quella fiducia che è la caratteristica precipua di un popolo in cammino verso un ideale condiviso.

E occorre pure un'altra qualità: un pochino di pazienza. Ma non molta, poiché il 23 settembre (l'inizio dell'autunno) è vicino.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.