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FINANZA/ La nuova missione di Draghi? Salvare le nostre banche dalla Merkel

Pubblicazione:venerdì 6 settembre 2013

Mario Draghi (Infophoto) Mario Draghi (Infophoto)

Un grande risultato anche se, per quanto riguarda l'Italia, manca uno degli elementi chiave: il recupero di competitività che non può prescindere da quelle riforme di cui Draghi ha parlato più volte. 

Ci sono buoni motivi, dunque, per ribadire la guidance dei tassi bassi, premessa indispensabile per le battaglie d'autunno che attendono il banchiere italiano e l'euro. Innanzitutto, si devono difendere i meccanismi che, con poca (anzi nulla) spesa hanno protetto l'euro nei momenti più drammatici. A partire dagli Omt, cioè gli strumenti di intervento da attivare in caso di richiesta di aiuti da parte di uno Stato membro in difficoltà sui mercati. La sola esistenza dell'Omt, mai utilizzato, è stato sufficiente a convincere la speculazione che la banca centrale avrebbe usato tutta la sua forza per difendere l'integrità dell'euro. Che cosa penseranno i mercati se, tra pochi giorni, la Corte costituzionale di Karlsruhe, messa in moto da vari  ricorsi più o meno esplicitamente sostenuti da una parte della Bundesbank, metterà in discussione l'Omt?  E' questa la prima, più grave minaccia che incombe sul futuro di herr Draghi, l'italiano che ha saputo far tesoro del pragmatismo di Angela Merkel.

Poi ci sarà la prova dell'unione bancaria. In autunno la Bce condurrà i nuovi test sulla salute delle banche del Vecchio Continente. Sarà un esame assai più severo di quelli che l'hanno preceduto. I primi stress test servivano, infatti, a convincere gli investitori. Oggi, invece, gli esami servono a convincere la stessa Bce prima di assumere la responsabilità della Vigilanza che porta con sé una domanda: chi dovrà decidere se far fallire o meno un istituto? Sarà la Bce, ha sostenuto il membro tedesco del direttorio Joerg Asmussen. E' stato male interpretato, ha precisato ieri Draghi: siamo tutti d'accordo, la Vigilanza può fotografare lo stato di una banca, poi tocca agli Stati decidere, anche perché tocca a loro rispondere ai contribuenti della destinazione del denaro pubblico.

Equivoco chiarito? Certo, ma non dimentichiamo che il meccanismo di salvataggio delle banche passerà da sacrifici di azionisti, obbligazionisti, contribuenti e, in parte di un fondo comune dell'eurozona. Molti attori che lasciano prevedere la solita Babele di voci che distingue l'eurozona. Ma per ora godiamoci questa Bce finalmente senza sorprese o conflitti; no news, good news. Ma quanto è vero... 



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COMMENTI
06/09/2013 - Politica ed economia (Diego Perna)

L' economia ormai è piú forte di qualsiasi politica, almeno quella che abbiamo conosciuto in ora. Se è vero che la Germania ci sta affossando, come ha già fatto on la Grecia, non capisco a cosa serve ancora una politica che non prende alcuna seria e forte iniziativa per contrastare quanto ci sta facendo chiudere imprese e aumentare la disoccupazione. Non credo nemmeno che Renzi o Berlusconi e il Pd e il Pdl o nuove elezioni possano cambiare qualcosa. Purtroppo i politici non hanno problemi di bollette o di costo della benzina, anzi vivono benissimo in questa crisi e si sentono come i salvatori della Patria. Secondo me sono totalmente inutili, ne potremmo benissimo fare a meno, servono solo a far scrivere i giornali e riempire i TG. Buona giornata