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CADE LETTA?/ 2. Sapelli: ecco perché sarebbe una catastrofe

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Per consentire a questo governo di continuare a esistere, e di persistere nell’operazione di pacificazione nazionale. 

 

Non crede che, caduto il governo, ci sia la possibilità che i nostri ultimi gioielli di famiglia (Eni, Enel, Finmeccanica ecc…) vengano fagocitati?

No, per vendere i gioielli di famiglia ci vuole un governo.

 

E lo spread?

Lo spread è un’invenzione delle agenzie di rating. Ciò che conta è il costo degli interessi sul debito pubblico. Ora, in un Paese con 60 milioni di consumatori, che il debito pubblico sia di duemila miliardi o di tremila, non gliene importa nulla a nessuno. Ciò che importa agli investitori, lo ripeto, è che il Paese continui a godere di credibilità internazionale. E che non si de-industrializzi. Rischierà di deindustrializzarsi, invece, se le nostre piccole e medie imprese, che stanno resistendo strenuamente ed eroicamente, subiranno il contraccolpo dell’ennesima perdita di credibilità internazionale, già duramente scalfita dal caso dei marò.

 

I penultimatum di Berlusconi contribuiscono all’instabilità?

Indubbiamente. Dovrebbe avere effettivamente il senso della grandezza e fare un passo indietro. Benché, oggettivamente, va riconosciuto che è stato perseguitato dalla magistratura. 

 

(Paolo Nessi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
07/09/2013 - Venghino Signori (Vittorio Cionini)

Forse ha ragione il prof. Sapelli. Che il debito sia di 2000 o 3000 miliardi poco importa perché tanto non saremo mai in grado di restituirlo, come del resto tutti gli altri paesi Germania in testa. D'altra parte chi ha molti soldi (miliardi) e li investe nei debiti sovrani sa benissimo che non li rivedrà mai più, indipendentemente da dove li mette. Se cerca di venderli nessuno li compra, se non a prezzi di saldo, quindi non resta che rinnovare la "fiducia" strappando un po' di interessi in più alle scadenze. I maggiori interessi si trasformano in maggiori tasse? E' vero, ma ormai non siamo più in grado di pagare quelle che già ci sono quindi difficilmente potremo pagarne di più. Il debito crescerà e alla fine il problema non sarà nostro ma di chi ha investito i suoi (?) soldi nel nostro debito. Dovremo rinunciare alla nostra sovranità? Perché, pensavamo di averla? Dovremo rinunciare ai nostri gioielli? Venghino signori venghino, abbiamo un sacco di chiese, castelli, templi e rovine da rimettere a posto, scrostare, scavare, illuminare, proteggere dai vandali e dotare di guardiani e guide. Abbiamo anche molte aziende decotte con migliaia di cassaintegrati, amministratori da liquidare, sindacati illuminati. Abbiamo masse di giovani analfabeti. Abbiamo la più bella costituzione del mondo. Vengino signori venghino è tutto in vendita a 1 euro. Anche le poche aziende sane che hanno successo all'estero? No! quelle no, ce le teniamo noi.

 
07/09/2013 - Debito (Diego Perna)

...Ciò che conta è il costo degli interessi sul debito pubblico. Ora, in un Paese con 60 milioni di consumatori, che il debito pubblico sia di duemila miliardi o di tremila, non gliene importa nulla a nessuno... Scusate se sono indiscreto, non è mia intenzione togliere tranquillità e serenità a nessuno, ma se divido 100 MLD che sono gli interessi sul debito (che è sempre in aumento) x 25 MLN di famiglie o 60 MLN di persone che è lo stesso, il risultato è 4000 euro che dobbiamo pagare ogni famiglia. Come si fa a dire chea del debito non gliene frega niente a nessuno. Con 100 mld in più, sai quante IMU e Iva ci vengono. Comunque ciò che mi preoccupa molto é che respiro la stessa aria del 2009-2010 quando si diceva che la crisi era psicologica. Ora tutti crediamo nella ripresina e guai a chi dice che non la vede, ci dobbiamo tutti adeguare al pensiero positivo-ottimista. Come cantava qualcuno: E sempre allegri bisogna stare ... Buona Giornata