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FINANZA/ E se l'aggravarsi della crisi fosse la nostra salvezza?

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In India la rupia ha perso il 44% del proprio valore in 24 mesi. Quello che sembrava essere un Paese in rapida crescita, è paralizzato da una corruzione diffusa, da politici preoccupati  di non perdere il consenso e non disponibili a soluzioni che possano causare una riduzione di popolarità. Il timore che la Federal  Reserve riveda gli stimoli all’economia americana ha innestato timori per l’export verso gli USA ed il conseguente deprezzamento della valuta che ha reso più care le importazioni, fatto aumentare il deficit commerciale ed accresciuto l’inflazione e fatto notevolmente calare i listini azionari.

Quale può essere la salvezza dell’India? Solo l’aggravarsi della crisi. Può sembrare paradossale ma, secondo i più autorevoli analisti, solo l’aggravarsi della situazione può costringere gli indiani ad uscire dalla paralisi ed a mettere in moto le ampie e consistenti risorse di cui tuttora dispongono ma che, al momento, risultano bloccate.

Veniamo ora all’Italia. E' quasi impossibile non provare un senso di frustrazione di fronte ai tanti sprechi ed all’incapacità di rispondere alle più basilari esigenze.

Non riusciamo ad eleggere un governo e non riusciamo neppure a fare una riforma del sistema elettorale. Nonostante l’assoluta esigenza del Paese di essere governato prevalgono miopi interessi di parte che spingono i vari partiti a sperare di sfruttare la situazione a loro vantaggio, senza curarsi del danno causato alla collettività. Ora anche Grillo si attacca al Porcellum sperando di essere lui a guadagnare il premio di maggioranza e a poter continuare a formare le liste e quindi a nominare gli eletti senza che questi debbano farsi conoscere e conquistarsi un consenso elettorale.

Non riusciamo ad attrarre investimenti dall’estero, il nostro livello di competitività continua a scendere e siamo arrivati al 49esimo posto, dopo Malta. Non riusciamo a smaltire i rifiuti e per questo paghiamo tariffe elevate per un servizio scadente. Non riusciamo ad individuare nuove discariche o ad avviare un ciclo di smaltimento basato su una raccolta differenziata credibile.

In compenso abbiamo una profusione di leggi, norme e decreti davvero impressionante. Ogni Regione, Comune, Autority, emette direttive. Si arriva a regolamentare qualunque cosa e di fronte ad evidenti disfunzioni si  invocano nuove norme, senza comprendere che l’eccesso di regole è la prima causa del male. Si arriva a codificare l’ovvio. Solo in Italia si arriva a fare una legge per dire che un condannato in via definitiva non è eleggibile e se eletto decade dalla carica. All’estero non c’è bisogno di una simile legge perché quella norma è inscritta nel senso comune delle persone e nel rispetto per le norme che regolamentano la vita comune.


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