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FINANZA/ E se l'aggravarsi della crisi fosse la nostra salvezza?

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Da noi invece la legge viene utilizzata per perseguire finalità politiche ed allora i politici fanno delle norme per evitare che sia la magistratura a stabilire chi può governare e chi no. Da noi non solo si fa la legge ma poi si discute sui cavilli per utilizzarla in un senso o nell’altro. Così l’aumento delle leggi produce una progressiva confusione perché si moltiplicano all’infinito le possibili interpretazioni, perché aumenta l’esigenza di decreti attuativi e molte leggi decadranno con notevole danno per tutta la collettività ed in particolare per coloro che nel frattempo le hanno rispettate.

Come uscire da questa situazione? La prima constatazione è che la realtà è più forte delle utopie. La realtà è ostinata e va avanti, senza curarsi degli schemi mentali e delle gabbie in cui saccenti personaggi  vorrebbero rinchiuderla. Per questo le crisi sono spesso un’opportunità perché ci costringono a ripartire dalla realtà ed a mettere in discussione soluzioni che non hanno funzionato.

La seconda osservazione è che potremmo evitare di deteriorare la situazione facendo tesoro dell’osservazione del premio Nobel per la medicina Alexis Carrel: “Poca osservazione e molto ragionamento conducono all’errore. Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità”. Ripartire dalla realtà, accettare che dobbiamo porci al servizio di ciò che è più grande di noi, può essere la via per migliorare e risolvere anche i grandi problemi mondiali.

Amore per la verità e semplicità possono portare a risultati sorprendenti come sta testimoniando papa Francesco che non finisce di stupirci facendo le cose “ovvie”. Da questa semplicità può scaturire quella speranza e quella novità che non ci aspettiamo più dai politici.



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