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Economia e Finanza

TASSE/ Campiglio: le famiglie più povere pagano più dei ricchi

Enrico Giovannini (Infophoto)Enrico Giovannini (Infophoto)

La mia proposta è ridurre la pressione fiscale del 44%, che di per sé è insostenibile, partendo dai redditi più bassi. Le due grandi imposte che pesano di più sono Irpef e Iva. Per le famiglie più povere entrambe queste tasse pesano di più di quanto dovrebbero pesare. La pressione fiscale è decisamente più elevata di quanto sarebbe ragionevole su una base di equità fiscale. Un altro aspetto che entra in gioco è il reddito minimo per essere considerati come familiari a carico, che è rimasto invariato ormai da più di 15 anni, al punto che ormai si tratta di una cifra veramente molto bassa.

 

Quali sono le conseguenze di questo fatto?

Ciò tende a favorire l’ampliarsi dell’economia sommersa in un momento in cui sarebbe opportuno che diminuisse. E’ sufficiente infatti che un familiare abbia un reddito di 250 euro al mese e immediatamente diventa soggetto di tassazione. Il sistema di detrazioni e deduzioni attualmente in vigore tende inoltre a non favorire i redditi molto bassi. Si genera così un fenomeno di incapienza, cioè di redditi così bassi che non solo non dovrebbero pagare le tasse ma che dovrebbe fare sì che lo Stato dia al contribuente anziché il contrario.

 

Quindi dove occorre intervenire?

In un panorama complessivo di un sistema con una pressione fiscale che è ormai anormale e insostenibile, occorre una riduzione della tassazione. Il modo più equilibrato perché ciò avvenga è partire dagli strati sociali per i quali questa pressione è meno sostenibile. Spesso dal punto di vista fiscale si tiene presente soprattutto il problema dell’efficienza, che consiste nel fatto di prelevare l’imposta con il minimo di costi, per esempio attraverso il prelievo alla fonte. Occorre in futuro tenere maggiormente presente anche l’aspetto dell’equità fiscale.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
08/09/2013 - Considerazioni interessanti: grazie professore (Giuseppe Crippa)

Ringrazio il prof. Campiglio per avermi fatto riflettere sull’iniquità di una imposizione IVA uguale per tutti e quindi indipendente dal reddito di chi affronta spese soggette a questa tassa. Non dovrebbe essere tecnicamente impossibile ammettere in sede di presentazione del 730 o del modello Unico una sorta di deduzione dal reddito di parte dell’IVA pagata (documentata con fatture ovviamente) in misura almeno proporzionale al reddito stesso. Quanto invece il professore dice sul reddito minimo per essere considerati a carico, non mi convince: per me tutti i redditi dovrebbero essere tassati.