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CERNOBBIO/ La mossa di Letta per "rubare" Pd e governo a Matteo Renzi

Enrico Letta (Infophoto) Enrico Letta (Infophoto)

"Abbiamo capito quello che è successo tra febbraio e aprile o ancora siamo ciechi? Sono avvenuti due terremoti non paragonabili a nessuno dei terremoti della politica italiana: il risultato elettorale e l'implosione del Parlamento che non è riuscito a eleggere il presidente della Repubblica". "Noi siamo qui per una svolta, non per traccheggiare''. "Di fronte a un compito così improbo, impervio", come quello del governo e dell'innovazione, "mi dedico totalmente a questa missione, che è già un'impresa. Figurare se uno si deve dedicare ad altre cose come il proprio futuro politico o a un partito". "Siamo qui per dire la verità al Paese (…) Bisogna rompere le catene che bloccano l'Italia. Il nostro paese può fare cose straordinarie''. "La prima catena è il caos politico permanente, questo rumore di fondo che copre tutto e che fa sì che la maggior parte delle domande che ricevo dai giornalisti stranieri che orientano gli investimenti riguardino il terremoto permanente del nostro sistema politico''. La seconda è ''lo spirito conservatore della nostra burocrazia'', serve ''una burocrazia che lavori per missioni: quando è raggiunta si cambia, non deve restare non si sa a fare cosa''. Quindi '' la catena delle liturgie, quelle drammatiche liturgie della politica, della gerontocrazia del nostro sistema che ci trasciniamo dietro''. E ancora, ''la catena dell'Italia che dice di no a tutto'' e quella della ''conservazione rispetto al cambiamento delle regole della politica, che dice la Costituzione non si tocca''. Mentre invece la Costituzione "dobbiamo cambiarla" ed è "necessario lo sforzo di tutti", che "non prevalga uno spirito conservatore".

Diciamola semplice: ha detto tutte cose giuste. E poi ancora frasi pesanti, annunci: il Governo sta lavorando a un ''Piano Destinazione Italia, che a fine settembre presenteremo e approveremo, con dentro un grande pacchetto di dismissioni e incentivazioni per l'attrazione degli investimenti''. Un ribadito impegno politico: "Sul finanziamento pubblico dico a tutti di fare presto. Ho preso un impegno con il paese a chiudere la questione e abolire il finanziamento pubblico ai partiti entro l'autunno". E ha aggiunto: "le riforme si devono fare. Se si fa finta non si è capito il voto di febbraio".

E infine ancora belle parole, frasi dette con trasporto, sui giovani, sulle donne, sulle opportunità del Paese. Un bel parlare. Da politico giovane. E, si direbbe, onesto.

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