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SPY FINANZA/ Il "buco" della Bce che può portare la troika in Italia

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Beh, sicuramente se si prosegue in questo modo, qualcuno - leggi la Germania - comincerà a porre la questione stessa degli acquisti obbligazionari tramite il programma Smp, visto che a colpi di non sterilizzazione si arriva all’ampliamento dello stato patrimoniale della Bce, in stile Fed ma non si ottengono i risultati che un vero programma di Qe può garantire, almeno sul medio termine. Temo si arriverà a uno scontro durissimo che potrebbe portare a un epilogo molto pesante per noi e la Spagna: se un’altra asta di sterilizzazione fallirà, magari per un ammontare nuovamente record, ho la quasi certezza che la Germania imporrà - per proseguire con gli acquisti - la ridefinizione dello status dei bond sovrani, eliminando il concetto di risk-free e costringendo gli istituti di credito a predisporre accantonamenti a bilancio per le perdite potenziali, Bce in testa. A quel punto cosa farà Mario Draghi?

Giova ricordare che gli acquisti che la Bce sta compiendo sono di fatto clandestini, visto che il programma Smp che li genera non esiste più e quello Omt, che dovrebbe averlo sostituito, non ha ancora figura, né regolamento giuridico. E, addirittura, rischia di non nascere neppure, visto che pende sul suo futuro il giudizio della Corte costituzionale tedesca, la quale temo abbia già deliberato al riguardo da tempo, ma attende di comunicare l’esito quando farà più comodo alla Bundesbank e al governo di Grosse koalition. Draghi dovrà cedere, dovrà mettere le banche italiane e spagnole in condizione di dover trovare - e di corsa - accantonamenti per le loro detenzioni di bonds (oltre 420 miliardi solo di titoli di Stato italiani), svelandone quindi le debolezze, mandando segnali inquietanti alla Borsa e peggio ancora sugli spread.

A quel punto, sarà circolo vizioso: Draghi dovrà immediatamente dar vita a un’asta Ltro di rifinanziamento per tamponare le emorragie per gli istituti di credito, scatenando però i timori del mercato, le banche torneranno ad acquistare bonds e ad accantonare capitale, quindi aggravando ancora di più il credit crunch verso famiglie e imprese, quasi certamente il tasso interbancario toccherà nuovi massimi. A quel punto, la crisi si avviterà - con tensioni sociali in aumento - e temo si arriverà se non al commissariamento vero e proprio, a una sorta di salvataggio pilotato che imporrà, però, delle regole da rispettare e degli impegni da mantenere, in primis sulla riduzione dello stock di debito. Magari mettendo mano alle riserve auree, visto che sono sotto il controllo di Bankitalia, banca privata di proprietà di banche private (in crisi). Insomma, la troika.

E attenzione: gli attuali 85 miliardi di euro che l’Italia paga per il servizio del debito, ovvero gli interessi, sono già oggi una cifra insostenibile, da traiettoria di default. Cosa accadrà se dovessimo vivere, tra febbraio e marzo, una nuova crisi dei debiti sovrani? Quanto ci costerà una nuova, possibile impennata dello spread? Non prendetemi per catastrofista, qui tocca soltanto essere realisti e guardare in faccia le cose come stanno: al netto delle scadenze di fine anno e della supervisione bancaria, che spinge le banche a tenere in cassa più capitale possibile, il fallimento dell’asta di lunedì mattina deve far riflettere e mettere in guardia.


COMMENTI
01/01/2014 - A scanso di equivoci via dall' euro subito (Carlo Cerofolini)

Non è che se si dovesse verificare quanto scritto nell’articolo, saremo in mano a degli incapaci però capaci di tutto e quindi – a scanso di (tragici) equivoci – non è che sarebbe meglio uscire subito dall’euro?

 
01/01/2014 - Buchi e Troike (Diego Perna)

Innanzitutto Buon Anno a tutti, voglio fare solo un' osservazione. Ma può darsi che siamo nelle mani di una banda di matti che si é impossessata dell' economia dell' Europa e dell' Italia?