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TASSE/ Gentili: grazie a lobby e correnti, nel 2014 arriverà una nuova stangata

Pubblicazione:mercoledì 1 gennaio 2014

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Il 29 dicembre, Enrico Letta, scriveva su Twitter: «Tasse sulle famiglie nel 2013 son scese e la tendenza continuerà anche nel 2014». Poche righe che, se corrispondessero letteralmente alla realtà, ci fornirebbero due notizie clamorose. Naturalmente, cioè, che quest’anno abbiamo pagato meno tasse di quello precedente. E che, l’anno prossimo, ne pagheremo ancora meno. Di ciò, ne sono convinti in pochi. Di sicuro, non lo sono le imprese. Abbiamo fatto il punto sulla situazione con Guido Gentili, editorialista de Il Sole 24 Ore.


Abbiamo pagato e pagheremo meno tasse?

Effettivamente, nel 2013 non siamo stati gravati dall’Imu sulla prima casa. È possibile, quindi, che la pressione fiscale sia stata leggermente ritoccata al ribasso. Tuttavia, 250 euro - il risparmio complessivo calcolato per ogni famiglia -, rappresenta la cifra massima. Significa che, ogni mese, ci sono stati aggiustamenti di poco conto rispetto alle esigenze reali delle famiglie. E, in ogni caso, stiamo parlando del 2013.

 

Parliamo del 2014.

La partita è ancora aperta e le prospettive sono tutt’altro che buone.

 

Perché?

Anzitutto, nella legge di stabilità, le nuove entrate derivanti dal fisco ammonteranno a 2,1 miliardi di euro. L’aggravio tributario, quindi, è nettamente superiore allo sgravio. Peraltro, nel corso dell’iter di formulazione della manovra, nei vari passaggi parlamentari, si è via via gonfiato, fino a raddoppiare. Inizialmente, infatti, si aggirava sul miliardo di euro. La situazione, inoltre, potrebbe ben presto peggiorare.

 

Ci spieghi

Il governo dovrà tagliare le detrazioni fiscali del 19%, per una cifra complessiva di 500 milioni di euro nel 2014. Se non ci riuscirà, scatterà la clausola di salvaguardia che prevede tagli lineari alle detrazioni Irpef, che passerebbero dal 19% al 18%.

 

Tagliare le agevolazioni per le imprese che effetto sortirebbe?


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