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POSTE ITALIANE/ Privatizzazione del 30-40% entro la fine dell’anno. Gasparri: governo riferisca in Parlamento

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POSTE ITALIANE, GASPARRI CHIEDE IMMEDIATO CONFRONTO “Chiediamo al governo un immediato confronto in Parlamento per conoscere i piani e i progetti di privatizzazione di Poste". Lo scrive in una nota il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. "Ben venga il confronto sulla privatizzazione di Poste. E’ essenziale coinvolgere i dipendenti ed é necessario cedere delle quote della holding senza spezzatini, evitando di separare le parti più appetibili dal mercato da quelle più onerose, che svolgono funzioni di servizio come gli uffici postali doverosamente disseminati nei tanti comuni italiani". Gasparri ha aggiunto che "è giusto modernizzare questo settore, aprirlo al mercato, ma tutelando la funzione di servizio che le Poste svolgono su tutto il territorio nazionale. Gioielli come BancoPosta e Poste Vita devono rimanere all’interno della holding perché la loro attività rende più appetibile la cessione sul mercato di quote di minoranza del gruppo Poste". Forza Italia chiede quindi che "già dai prossimi giorni i ministri e viceministri competenti vengano in Parlamento per avviare nella massima trasparenza un utile confronto su una materia decisiva, visto anche che il gruppo Poste é la principale azienda italiana in termini di occupazione".

POSTE ITALIANE, PRIVATIZZAZIONE ENTRO LA FINE DELL'ANNO Poste Italiane sbarcherà presto in Borsa. Lo ha detto il vice ministro allo Sviluppo economico con delega alle comunicazioni Antonio Catricalà, spiegando che l’operazione “è plausibile entro l’anno”. E’ stato anche precisato che la privatizzazione riguarderà “il 30-40% del gruppo” e che “la maggioranza resterà allo Stato”. Spetterà poi al Ministero dell’Economia “decidere come ripartire le quote”. Catricalà ha comunque ribadito che Poste continua ad essere “un asset importantissimo di cui lo Stato non perderà assolutamente il controllo”. Nonostante la parziale cessione ai privati, il viceministro ha assicurato che l’azienda rimarrà “nella sua interezza, con il controllo completo dello Stato, solo che una quota viene privatizzata. E questo consentirà di iniziare quel percorso virtuoso di cui ha parlato il presidente Letta, per la riduzione del debito pubblico”. E’ inoltre previsto di coinvolgere nella quotazione anche i dipendenti, un’operazione che secondo Catricalà è “molto opportuna anche perché è un’ipotesi ben vista anche dai sindacati”. Si tratta, ha quindi concluso, “di consentire anche a un fondo di dare ai dipendenti una quotazione, una parte dell’azienda".



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