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SPY FINANZA/ Così il Portogallo può far saltare l'Europa

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Si colpirà dunque la Spagna? No, la vittima destinata a far partire il domino potrebbe essere il Portogallo, piccolo, fragile, salvabile ma terribilmente interconnesso proprio all’economia e al sistema bancario spagnolo. Il detonatore perfetto. Vediamo qualche numero relativo a Lisbona, visto che il buon Barroso l’altro giorno ha magnificato i progressi del Paese, vantando i nove mesi di fila di calo della disoccupazione. Bene, in realtà i numeri di persone con un impiego si è solamente stabilizzato, dopo essere passato da 5,228 milioni a 4,554 milioni, con un tasso molto alto di emigrazione giovanile che di fatto appiattisce il tasso dei senza lavoro. Negli ultimi due anni, la ratio debito/Pil è salita dal 108% al 128%, dati Fmi: lo stesso ritmo di crescita di Italia e Spagna, mentre il deficit di budget è ancora al 5,5% del Pil.

In compenso, attraverso il programma Target2 le banche centrali dell’Unione stanno fornendo un alto livello di finanziamento al Paese. Le due aste Ltro finanziano il 9% delle liabilities bancarie portoghesi, la Bce ha già acquistato l’11% del debito sovrano portoghese, il 23% del bonded debt, la Bei ha garantito al Portogallo più fondi che a qualsiasi altro Paese in relazione al Pil, i fondi di salvataggio Efsf ed Esm rappresentano il 22% del debito sovrano portoghese, mentre il Fondo monetario il 12%. Dunque, stante che anche con un aumento spropozionato del Pil e nuove riforme strutturali il Portogallo da solo sarebbe in grado di coprire solo il 50% del costo del servizio del suo debito, cosa dobbiamo concludere? Che il Portogallo è vivo perché è tenuto in vita, altro che uscita dalla crisi. Ma tant’è, cos’è accaduto giovedì in contemporanea con la riunione della Bce? Il Tesoro portoghese è tornato sul mercato emettendo debito a 5 anni per un controvalore di 3,25 miliardi di euro contro le previsioni di 2-2,50 miliardi, pagando un rendimento del 4,75%. Insomma, tutti a comprare portoghese e ci mancherebbe altro: il Paese sta risollevandosi, anzi si è risollevato e paga uno yield ottimo. Pochi giorni prima era stata un’altra nazione risanata a piazzare un decennale con grande successo (domanda tre volte l’offerta) e yield addirittura al 3,40%, ovvero l’Irlanda.

Insomma, i cosiddetti Piigs sono tornati appetibili. Per i gonzi. Già, perché da settimane ormai - le stesse che vedono gli spread comprimersi e prezzi salire - chi di dovere sta vendendo al parco buoi obbligazioni periferiche europee che aveva preso a suo tempo a due lire, sicuro che la liquidità della Fed e la protezione della Bce - oltre alla liquidità Ltro in circolo tra le banche - avrebbero permesso a quei pezzi di carta di crescere in valore, com’è accaduto. Sapendo però che tutta questa crescita è scollegata dalla realtà e dai dati macro e accorgendosi che i sostegni delle banche centrali non possono essere né eterni, né di quelle entità, vendono a prezzi altissimi. Fanno profitti e scappano, tanto il parco buoi si ammazza pur di avere quella carta. Non ci vuole molto, basta decidere che un valore va gonfiato e lo si fa gonfiare, comprando alle aste, facendole diventare un successo, tramutandole in titoli di giornale e poi in affari da vendere sul mercato secondario.


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COMMENTI
11/01/2014 - Sarà SPY FINANZA.... ma tutti i giorni? (luca castagnetti)

Mi chiedo e chiedo a all'Autore perchè tanta competenza non sia spesa ogni tanto (senza esagerare) per scoprire qualche elemento non dico positivo ma almeno meno traumatico? grazie