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DEBITO RECORD/ Deaglio: spese e Ue lasciano l'Italia "al verde"

Pubblicazione:mercoledì 15 gennaio 2014

La sede di Bankitalia (Infophoto) La sede di Bankitalia (Infophoto)

Sì. L’Iva è un’imposta sul volume d’affari, e quando questo volume si riduce il gettito tende a ridursi anche se si aumenta l’aliquota. Questa aliquota più alta si applica su una massa di transazioni più basse. A ciò si aggiunga il fatto che quando l’occupazione non tira o tende a scendere, anche se non di molto, e i salari degli occupati sono fermi, ciò provoca una riduzione del gettito Irpef.

 

L’inflazione bassa non dovrebbe però comportare il fatto che si paghino meno interessi sul debito?

In linea di massima sì, anche se questo è un discorso che ha senso soltanto a parità di rischio. Per le banche in questo momento le imprese sono un impegno più rischioso di quello che erano prima della crisi. La probabilità di aumentare le sofferenze bancarie è molto elevata, tanto è vero che quest’ultime sono a livelli record.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
16/01/2014 - debito pubblico mutalizzato (antonio petrina)

Dal prof deaglio apprendiamo che i dati dell'aumento del debito pubblico sono da ricercare principalmente per l'aiuto ai paesi europei ,non senza rilevare che gli interessi graventi sul debito pubblico italiano ,quasi alla cifra di 100 miliardi, richiedono maggiore comprensione dagli organi comunitari dal momento che la riduzione del debito richiederebbe la scomposizione della parte del debito pubblico dipendente unicamente dagli aiuti esteri che un buon amministratore di condominio non dovrebbe considerare a carico del debitore secondario (Italia),ma carico di chi quelli aiuti ha ricevuto.