BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SPY FINANZA/ La Germania prepara la guerra a Draghi (e all'Italia)

Pubblicazione:

Mario Draghi (Infophoto)  Mario Draghi (Infophoto)

L’angolo dell’umorismo, spero inconsapevole. Il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, esprime ottimismo, ma invita a non abbassare la guardia: «La recessione è alle spalle, ma non c’è spazio per il compiacimento. Non possiamo dire che siamo fuori dalla crisi, perché la disoccupazione è ancora troppo alta. Ma il 2014 sarà un anno positivo, di cambiamenti per l’economia europea». Accidenti, quando uno è statista è statista, c’è poco da fare: in effetti la recessione è alle spalle, siamo in deflazione ora. Per Barroso, inoltre, «alle imprese, specialmente a quelle piccole e medie, mancano i mezzi finanziari per investire nel rilancio necessario per uscire dalla crisi». Verissimo. Ma, mi chiedo: Barroso non è uno di quei cosiddetti “regolatori”, anzi uno dei più importanti, che questi problemi dovrebbero risolverli, invece che enumerarli e basta? Per cosa è pagato, per fare il mio lavoro o il suo?

Va beh, terminate le miserie, passiamo alle cose serie. Il governatore della Banca centrale austriaca, Ewald Nowotny, membro votante del consiglio direttivo della Bce, durante una conferenza a Vienna, ha espresso un forte ottimismo sulle prospettive di crescita dell’Eurozona nel 2014 (+1% per Eurolandia, +2% per Germania e Austria) e ha detto che l’Eurotower non vede alcun rischio di deflazione nella zona euro nel breve termine o nel medio periodo. Perfetto, un altro miope messo ad accompagnare non vedenti che devono attraversare la strada. Ma come vi dicevo alcune settimane fa, il nodo è arrivato al pettine. E la Germania sta alzando l’asticella dello scontro con Draghi.

Sabine Lautenschlager, vicepresidente della Bundesbank, proposta dall’Ecofin come successore di Joerg Asmussen al consiglio esecutivo della Bce, in una serie di riposte scritte alle domande poste dal Parlamento europeo - organo che dovrà votare la sua nomina - ha infatti avvertito sui rischi di tassi di interessi bassi, sottolineando come alcune misure «dovrebbero finire il prima possibile a causa degli effetti collaterali». La Lautenschlager ritiene quindi opportuno che la Bce rialzi il prima possibile il costo del denaro perché i bassi tassi di interesse «stimolano l’attività economica ma non sono privi di rischi nel lungo termine». Ma non è tutto. Il vicepresidente della banca centrale tedesca ha chiesto inoltre che venga messa la parola fine al trattamento preferenziale dei titoli di Stato, considerati dalle autorità bancarie alla stregua di asset privi di rischio.

Tenendo conto che la posizione di Lautenschlager è più vicina a quella di Jans Weidmann, presidente della Bundesbank e noto falco contro le politiche espansive, rispetto a quella di Asmussen, che andrà a sostituire poiché questo entrerà come vice-ministro nella Grosse Koalition tedesca, è lecito attendersi che lo scontro all’interno del board della Bce possa inasprirsi nei prossimi mesi. O, forse, settimane, visto che non più tardi di giovedì scorso Mario Draghi aveva detto chiaro e tondo che in sede di Asset Quality Review i bond sovrani verranno trattati come disciplinare di Basilea impone, ovvero risk-free. Cosa vi dicevo un paio di settimane fa che la battaglia sarebbe stata Germania contro tutti e che il casus belli sarebbero stati i bond sovrani detenuti dalle banche e il loro trattamento a bilancio?


  PAG. SUCC. >


COMMENTI
15/01/2014 - Bah (mario Guereschi)

Parlare di ottimismo o pessimismo mi sembra un dibattito inutile. Questo è realismo: nessuno assume, speriamo che non sia anzi ... Un tempo avevamo per politici dei "galli" ora abbiamo solo dei "capponi" mandati da Bildenberg, Standard & poor ed accoliti vari, cosa ci possiamo fare. Quello che mi meraviglia (o meglio non mi meraviglia) è la sottomissione del Presidente Napolitano.

 
15/01/2014 - La crisi alle spalle (Diego Perna)

Beh, avere la crisi alle spalle non é certo il massimo, sopratutto se pensiamo al cetriolo globale di Guzzanti che imitava Tremonti, in una straordinaria parodia di qualche anno fa. Ma io ormai capisco che la crisi che fa più male è la disoccupazione e le conseguenze di quest' ultima sulle famiglie, che purtroppo non si vede come il segno rosso sugli indici delle borse o degli spread. Ciò infatti che catalizza l' attenzione del mondo finanziario, fatto da banche e grandi imprese nonché investitori per mestiere, sono soltanto gli indici e le prospettive di guadagno o meno su bond , azioni ecc. E siccome sono questi ultimi, si ammetta o meno a guidare le sorti dei paesi, come Lei afferma alla fine, con il beneplacito delle comoditá delle ns caste dirigenti, non credo potremo tornare per questa strada ad essere nuovamente protagonisti del destino del popolo. L' unica strada che rimane è cominciare a pregare la Madonna i Santi e il Padre Nostro perché facciano loro ciò che i potenti non vogliono ovviamente fare, non vedo al momento e dopo tutti questi anni di fronte alla crisi e a chi l' ha gestita, altre alternative. Ciò non significa smettere di cercare di capirne il motivo, è questo il compito che ci è assegnato come esseri ragionevoli, ma sperare nella politica e nei buoni propositi di Draghi o Barroso o chi per loro,è non solo inutile, ma anche controproducente, figuriamoci in quelli di Renzi, Alfano, Letta, Lupi o Monti, o di tanti europeisti succubi. Buona giornata