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FINANZA/ Bagnai: Saccomanni, anche con lo "shock" l'euro non funziona

Pubblicazione:giovedì 16 gennaio 2014

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Questo non glielo so dire. Risulta però emblematica la vicenda del viceministro Fassina, che nella storia della Repubblica italiana è forse il primo viceministro che si dimette perché in disaccordo con la linea del governo. In passato abbiamo visto ministri come Ferrero andare in piazza per manifestare contro il governo del quale facevano parte, il che non è il massimo della coerenza. Non credo però che nell’attuale governo ci sia una linea di critica o di proposta alternativa.

 

Esclude quindi che la linea anti-euro si rafforzi anche al ministero dell’Economia?

A me non piace il termine anti-euro. Io sono un economista, e se le dicessi che sono pro-euro sarebbe come per un medico dire che è pro-cancro. Questa cosa non ha senso per un professionista.

 

Quale fase sta attraversando l’attuale governo da un punto di vista economico?

C’è una grossa confusione, perché ogni giorno sono annunciate riprese e smentite, ogni giorno sono annunciati provvedimenti e poi sono ritirati. Abbiamo davanti una grande confusione e una grande paura, perché una cosa è molto chiara nella letteratura economica: chi è al governo quando si manifesta una crisi finanziaria con tutte le sue conseguenze, difficilmente poi torna al potere. Poiché i membri del governo vogliono conservare il potere, ora mettono le mani avanti.

 

Spesso i partiti che criticano l’euro lo fanno più in chiave distruttiva che costruttiva. Un’affermazione di questi partiti potrebbe davvero portare a una svolta positiva?

Sono d’accordo che molto spesso le proposte sono di tipo distruttivo con messaggi negativi. Voglio comunque ribadire il concetto che quando c’è da operare un tumore si comincia con il fare un taglio, che non è di per sé una cosa né piacevole, né costruttiva. Se il dibattito finora non è stato costruttivo, la colpa non è dei movimenti critici bensì di chi ha soffocato il dibattito per svariati anni.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
19/01/2014 - Un lungo periodo di sofferenze! (Silvano Rucci)

Combattere sia l'Euro che la Crisi Finanziaria! Evidentemente la Crisi Finanziaria importata dagli USA attraverso i Titoli Tossici ha contagiato globalmente tutte le Economie. Nel caso italiano il passaggio all’Euro, avvenuto prima del contagio americano, aveva già compromesso l’equilibrio relativo al potere di acquisto della nostra lira. Infatti prima dell’Euro in Italia un caffè costava mille lire, subito dopo invece costava un Euro, vale a dire duemila delle vecchie lire. Con il passare degli anni questo divario si è consolidato portando una insostenibile falcidia alla spesa mensile dei meno abbienti, anche considerando che nello stesso periodo sono rimasti invece invariati gli stipendi, le pensioni ed i salari. Nel 2008 è iniziata la crisi economica ed è avvenuto il colpo di grazia sulla spesa mensile di queste famiglie, già pesantemente penalizzate dall’Euro e le conseguenze sono quelle inevitabili dell’impoverimento! Quando abbiamo adottato l’Euro abbiamo conosciuto la sofferenza, ma la crisi economica successiva l’ha pesantemente acuita. Ora abbiamo finalmente compreso la lezione ma ci si presenta una terza sofferenza, quella relativa alla ripresa economica. A mio avviso occorre eliminare questi due motivi contrari al benessere: Euro e Crisi economica!

 
18/01/2014 - Un lungo periodo di sofferenze! (prima parte) (Silvano Rucci)

Combattere sia l'Euro che la Crisi Finanziaria! Un lungo periodo di sofferenze! Evidentemente la crisi finanziaria venuta dagli USA, attraverso i Titoli Tossici, ha contagiato globalmente tutte le economie. Nel caso italiano l’avvento dell’Euro, avvenuto prima del contagio americano, aveva già compromesso l’equilibrio del potere di acquisto della nostra moneta. Infatti prima dell’Euro in Italia un caffè costava mille lire, subito dopo invece costava un Euro, vale a dire duemila delle vecchie lire. Con il passare degli anni questo divario si è allargato portando una falcidia insostenibile sulla spesa mensile dei meno abbienti, anche perché nello stesso periodo sono rimasti invece congelati gli stipendi, le pensioni ed i salari. Quando nel 2008 è arrivata la crisi finanziaria è avvenuto il colpo di grazia sulla spesa mensile di queste famiglie, già pesantemente falcidiate dall’Euro e le conseguenze sono quelle inevitabili dell’impoverimento! Quando abbiamo adottato l’Euro abbiamo conosciuto la sofferenza, ma la crisi finanziaria successiva l’ha pesantemente acuita. Ora abbiamo finalmente compreso la lezione ma ci si presenta una terza sofferenza per riprenderci. Ciò è possibile, a mio avviso, soltanto eliminando entrambi questi motivi contrari al benessere. E’ come combattere delle infezioni che se non estirpate conducono al disastro cioè al fallimento del nostro Paese!

 
18/01/2014 - Un lungo periodo di sofferenze! (seconda parte) (Silvano Rucci)

Se invece, diversamente, proseguiamo accettando una lenta agonia, nel lungo periodo forse, secondo i cicli economici, avverrà un cambiamento positivo, ma la nostra crisi economica nel frattempo sicuramente aumenterebbe il disagio delle famiglie italiane più povere, fino a spazzarle via! Allora alleviare nel lungo periodo la sofferenza di queste povere famiglie sarà la soluzione dell'annoso problema. Tutte le altre famiglie italiane però soffrirebbero di meno e/o resisterebbero senza difficoltà, salvando l'Italia dalla rovina!