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FINANZA/ Bagnai: Saccomanni, anche con lo "shock" l'euro non funziona

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«Pensare di risolvere i problemi dell’euro con aggiustamenti millimetrici è un’illusione. Serve un taglio netto, per quanto doloroso, e in questo senso è vero che un’affermazione alle europee dei partiti critici nei confronti dell’euro potrebbe essere uno shock positivo». È la constatazione di Alberto Bagnai, professore di Politica economica all’Università G. D’Annunzio di Pescara, dopo la battuta del ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, secondo cui “potremmo ritrovaci nel nuovo Parlamento una quota significativa di partiti antieuropeisti. Potrebbe perfino essere uno shock positivo nei confronti dei politici anche perché facciano qualcosa per correggere la propria attitudine a prendersi i meriti di tutto ciò che va bene e accusare l’Europa per tutto ciò che va storto”. Un’affermazione poi ritrattata dal ministero, che ha diffuso una nota in cui si spiega che “è evidente che si è trattato di una battuta e di una piccola provocazione del ministro che si è rivolto in tono scherzoso al pubblico”.

 

Professor Bagnai, ha ragione Saccomanni a dire che le prossime elezioni potrebbero essere uno shock positivo?

Questa affermazione l’ho vista riportata solo dalle fonti di stampa, e quindi non ho sentito il tono con cui il ministro Saccomanni l’ha espressa. Bisognerebbe vedere se lo ha fatto in termini ironici e paradossali, o se realmente crede in questa cosa. È chiaro che un’affermazione dei partiti critici rispetto alla situazione attuale sarebbe una shock per chi questa situazione la difende. Poiché quella attuale sembra una situazione senza via di scampo, qualsiasi tipo di spostamento e di stimolo avrebbe un valore positivo.

 

Quali sarebbero le conseguenze di questo “shock”?

Bisognerebbe capire in che senso verrebbe accolto, perché ci sono delle persone che si illudono che questa situazione possa restare in piedi semplicemente modificando alcune regole, per esempio allentando i vincoli fiscali o modificando lo statuto della Bce. Si tratterebbe solo di aggiustamenti millimetrici che non farebbero altro che ritardare il crollo di un sistema che comunque non funziona, prolungando le sofferenze di chi ci vive dentro.

 

Il fatto che sia lo stesso ministro Saccomanni ad affermarlo vuol dire che anche nel governo c’è una linea alternativa?


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COMMENTI
19/01/2014 - Un lungo periodo di sofferenze! (Silvano Rucci)

Combattere sia l'Euro che la Crisi Finanziaria! Evidentemente la Crisi Finanziaria importata dagli USA attraverso i Titoli Tossici ha contagiato globalmente tutte le Economie. Nel caso italiano il passaggio all’Euro, avvenuto prima del contagio americano, aveva già compromesso l’equilibrio relativo al potere di acquisto della nostra lira. Infatti prima dell’Euro in Italia un caffè costava mille lire, subito dopo invece costava un Euro, vale a dire duemila delle vecchie lire. Con il passare degli anni questo divario si è consolidato portando una insostenibile falcidia alla spesa mensile dei meno abbienti, anche considerando che nello stesso periodo sono rimasti invece invariati gli stipendi, le pensioni ed i salari. Nel 2008 è iniziata la crisi economica ed è avvenuto il colpo di grazia sulla spesa mensile di queste famiglie, già pesantemente penalizzate dall’Euro e le conseguenze sono quelle inevitabili dell’impoverimento! Quando abbiamo adottato l’Euro abbiamo conosciuto la sofferenza, ma la crisi economica successiva l’ha pesantemente acuita. Ora abbiamo finalmente compreso la lezione ma ci si presenta una terza sofferenza, quella relativa alla ripresa economica. A mio avviso occorre eliminare questi due motivi contrari al benessere: Euro e Crisi economica!

 
18/01/2014 - Un lungo periodo di sofferenze! (prima parte) (Silvano Rucci)

Combattere sia l'Euro che la Crisi Finanziaria! Un lungo periodo di sofferenze! Evidentemente la crisi finanziaria venuta dagli USA, attraverso i Titoli Tossici, ha contagiato globalmente tutte le economie. Nel caso italiano l’avvento dell’Euro, avvenuto prima del contagio americano, aveva già compromesso l’equilibrio del potere di acquisto della nostra moneta. Infatti prima dell’Euro in Italia un caffè costava mille lire, subito dopo invece costava un Euro, vale a dire duemila delle vecchie lire. Con il passare degli anni questo divario si è allargato portando una falcidia insostenibile sulla spesa mensile dei meno abbienti, anche perché nello stesso periodo sono rimasti invece congelati gli stipendi, le pensioni ed i salari. Quando nel 2008 è arrivata la crisi finanziaria è avvenuto il colpo di grazia sulla spesa mensile di queste famiglie, già pesantemente falcidiate dall’Euro e le conseguenze sono quelle inevitabili dell’impoverimento! Quando abbiamo adottato l’Euro abbiamo conosciuto la sofferenza, ma la crisi finanziaria successiva l’ha pesantemente acuita. Ora abbiamo finalmente compreso la lezione ma ci si presenta una terza sofferenza per riprenderci. Ciò è possibile, a mio avviso, soltanto eliminando entrambi questi motivi contrari al benessere. E’ come combattere delle infezioni che se non estirpate conducono al disastro cioè al fallimento del nostro Paese!

 
18/01/2014 - Un lungo periodo di sofferenze! (seconda parte) (Silvano Rucci)

Se invece, diversamente, proseguiamo accettando una lenta agonia, nel lungo periodo forse, secondo i cicli economici, avverrà un cambiamento positivo, ma la nostra crisi economica nel frattempo sicuramente aumenterebbe il disagio delle famiglie italiane più povere, fino a spazzarle via! Allora alleviare nel lungo periodo la sofferenza di queste povere famiglie sarà la soluzione dell'annoso problema. Tutte le altre famiglie italiane però soffrirebbero di meno e/o resisterebbero senza difficoltà, salvando l'Italia dalla rovina!