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INCHIESTA/ La richiesta "impossibile" del Fiscal compact che nessuno ha capito

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È evidente che tale obiettivo non può essere perseguito attraverso manovre imponenti di finanza pubblica. Quelle sperimentate nel 2011, corrispondenti a 5 punti di Pil in tre anni, non hanno conseguito e neppure minimamente avvicinato il pareggio di bilancio, non hanno arrestato la crescita del rapporto debito/Pil e non l’hanno neppure frenata. Anzi essa risulta in accelerazione nel biennio post manovre rispetto al biennio precedente.

Il Fiscal Compact, e purtroppo sembra che nessuno lo abbia compreso, ci chiede solo e semplicemente di ritornare alla normale, normalissima crescita economica. Immaginiamo questa crescita, dando dei numeri normali, non particolarmente ambiziosi: ipotizziamo una crescita reale dell’1,5% e un deflatore del Pil pari al 2%, i quali determinano una crescita nominale del Pil del 3,5%. Essa ci aiuta a ridurre il rapporto debito/Pil esattamente per il prodotto tra il 3,5% e il rapporto debito/Pil di partenza, quindi per circa 4,5 punti (3,5*1,33), persino più di quanto ci chieda il Fiscal Compact.

Poi bisogna tener naturalmente conto del fatto che il nostro bilancio non è in pareggio e che il rapporto deficit/Pil (in realtà fabbisogno/Pil) fa crescere in misura corrispondente il rapporto debito/Pil. Nella nostra ipotesi potremmo pertanto permetterci un deficit all’1,2% del Pil dato che 4,5-1,2=3,3, che è il nostro obiettivo annuo di riduzione.

Purtroppo l’1,2% di deficit è impossibile dato che siamo ora al 3% e non è opportuno cercare di scendere troppo velocemente. Dunque vi sarebbe un 1,8% scoperto (3%-1,2%). Potremmo però effettuare privatizzazioni annue per l’1% del Pil mentre qualche decimo di punto di risparmio ci arriverebbe dalla contrazione dello spread sui titoli pubblici. A questo punto qualche decimale residuale ci verrebbe sicuramente condonato.

Il segreto, in sostanza, è una crescita di almeno l’1,5% l’anno con la quale il Fiscal Compact verrebbe molto facilmente rispettato. Peccato che non lo abbia capito nessuno.

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COMMENTI
17/01/2014 - debito pubblico marginale (antonio petrina)

il prof Arrigo si pone la seguente domanda: "Che cosa spiega il peggioramento di 15 miliardi nella crescita del debito pubblico netto nell’arco di un anno?" A questa domanda il prof Deaglio mercoledì 15 gennaio risponde così: " Buona parte dell’aumento del nostro debito pubblico è stato prodotto dai fondi Ue per i paesi euro-deboli pagati dall’Italia" Quindi : il ns debito è aumentato sia per pagare i debiti nostrani della p.a.( ma questi sono all'incirca 2,5%-3& del pil ),ma principalmente per gli aiuti agli stati PIGS (Grecia,Irlanda,ecc,) e quindi per il debito mutualizzato : ben 60 miliardi di incremento netto di interessi del debito! Ciò nonostante che lo spread Bund/tedeschi ed italici è sceso e che le 3 manovre del governo tecnico hanno fatto rientrare il deficit nel limite del 3%, garantendo a maggio 2013 la chiusura della PDE. Se ciò è vero ,come ridurre il debito marginale netto del 2013,se con si scompone quello dell'aiuto dei paesi PIGS?