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FINANZA/ Monti, Letta e il "bluff" che ci avvicina alla Grecia

GIOVANNI PASSALI commenta le parole con cui Mario Monti è intervenuto a proposito del recentissimo calo dello spread del nostro Paese, che non vive certo un momento facile

Enrico Letta e Mario Monti (Infophoto) Enrico Letta e Mario Monti (Infophoto)

A volte ritornano. Non paghi dei danni fatti e delle figuracce rimediate, anche a livello internazionale, persistono nella riproposizione di idee già bocciate dalla scienza economica e poi confermate dai fatti. Impermeabili a ogni revisione e riscontro con la realtà, dopo l’errore, perseverano nello stesso. Diabolici? Ebbene sì, mi riferisco all’illuminato professor Monti, il quale in un articolo pubblicato su Il Corriere della Sera, a commento del presunto successo del governo Letta riguardo la discesa dello spread, ribadisce la sua scienza e la bontà della sua azione di governo.

Vale la pena di occuparsi di un caso che forse dovrebbe riguardare la psichiatria piuttosto che l’economia? Si, ne vale la pena, visto che certe idee continuano a essere la direttrice di svolgimento dell’azione dell’attuale governo e sono le stesse idee diffuse con pertinacia dai suoi ministri. E già il titolo dell’articolo è tutto un programma: “Non servono pugni sul tavolo e nemmeno violazioni di regole”. In fondo, una certa involontaria verità si trova sempre. Anche qui, paradossalmente, è vero che non c’è bisogno di violare le regole come fa la Germania, per andare in rovina (come toccherà pure alla Germania, e già sta accadendo). Non c’è bisogno, però rispettare le regole mentre gli altri le violano aiuta indubbiamente ad andare in rovina. Anzi, a mandare in rovina l’economia italiana, cioè gli stessi italiani. I quali nel frattempo si sono fatti una bella idea dell’azione del governo Monti. Ma lasciamo pure stare gli umori del popolino (che ogni tanto si mette pure a votare senza capire di economia, il popolino!) e andiamo ai dati ufficiali e alle fonti istituzionali, che sicuramente piacciono al senatore Monti.

Ecco qui sotto il grafico, tratto dal sito ufficiale della Bce, sul debito pubblico italiano in rapporto al Pil. L’ultimo tratto di salita, quello più ripido, è quanto accaduto durante il governo Monti. I dati non sono aggiornati, perché si fermano al 2012. Ma noi già sappiamo che il rapporto debito/Pil è arrivato al 133%, quindi quella linea ripidissima ha proseguito la sua salita. Anche perché il governo Letta non ha fatto che confermare e proseguire l’opera del governo Monti.

Eppure lui insiste, elogiando il governo e invitandolo a proseguire: “Tale impegno va mantenuto. Non è certo a esso, ma piuttosto a quello ancora insufficiente per le riforme strutturali, che sono da attribuire la tardiva ripresa e le scarse prospettive di crescita”. Ancora con queste riforme strutturali, che chissà perché nessuno riesce a fare quando va al governo. Un’eterna tela di Penelope, che si fa di giorno (quando si va all’opposizione, perché allora è tutto chiaro) e si disfa di notte (quando si va al governo e allora ci sono sempre altre urgenze).

Magari la verità è molto più semplice: le riforme strutturali non si fanno perché sono una foglia di fico, cioè inutili per la crescita. Finché non si fanno, c’è la scusa per giustificare una mancata crescita. Se si facessero e poi non ci fosse crescita, sarebbe a tutti evidente che la mancata crescita dipende da altro. Magari si diffonde l’idea che dipende dall’euro. Allora no, meglio non fare le riforme e mantenere la scusa.


COMMENTI
18/01/2014 - commento (Diego Perna)

Da un pó di tempo a questa parte le parole contano più dei fatti , tutto qui. Siccome non tutti sono stati educati alla ricerca del vero, anche nelle cose meno metafisiche, ma importante è l' idea che ci si fa della realtá e non la realtá in se stessa, tutto é facilmente manipolabile, il potere é di fatto usare questa prerogativa su tutti i fronti della vita della gente. Solo uno fu capace di dire che il re era nudo, un bambino del resto, gli altri, o per comoditá o per cecitá non seppero dirlo. Non credo che ce ne usciremo nè da questa crisi nè dall' euro, che comunque è solo una delle cause, la finanza e i poteri si stanno organizzando per mantenere il sistema che garantisce loro la sopravvivenza a prescindere dai popoli. Spero in qualcosa di nuovo, perché ció che Lei ha visto in farmacia è niente rispetto al fatto che vedo ormai sempre qualcuno che fruga nell' immondizia, e non sono extracomunitari, ma miei concittadini, anche se lo spread é calato, la disoccupazione è prevista in aumento! Questo é un dato, ma sembra non fare testo, si dice che è l' onda lunga della crisi. Buona Giornata